Un'estate ai Caraibi trionfa...
...almeno per la stampa italiana, che si scopre buonista e che fa di tutto per esaltare la performance della pellicola dei fratelli Vanzina. Con risultati imbarazzanti...
Rubrica a cura di ColinMckenzie
Poi arriva la "fortissima flessione del mercato", con un incasso inferiore del 43% rispetto alla settimana precedente e un 38% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. E qui siamo nella fantascienza, che almeno per una volta è originale. Della serie, visto che non sappiamo come parlarne benissimo (neanche un milione ha fatto, altrimenti chissà le iperbole), diciamo che è colpa del calo del mercato. Insomma, la gente ha deciso (a gennaio magari, con largo anticipo) che il secondo weekend di giugno al cinema non ci voleva andare, qualsiasi cosa fosse uscita. Certo, a parte l'ironia sicuramente il caldo e il mare hanno pesato su quelli che non avevano grande interesse ad andare a vedere il film. Ma non sarà invece che il calo del 43% dipende soprattutto dai titoli proposti, non in grado di soddisfare la curiosità degli spettatori (magari anche perché usciti ormai da tempo)? Fosse arrivato Harry Potter, pensate che il botteghino sarebbe calato del 43%?
Va detto che, tra questi quotidiani, si segnala per il particolare 'calore' verso i Vanzina Il Messaggero. Giusto per dovere di cronaca, notiamo che è lo stesso quotidiano su cui Enrico Vanzina scrive una gradevole rubrica. Il titolo è notevole, "Vanzina più forte di Schwarzenegger" e si parte in quarta, trovando addirittura un avversario inesistente (se non due minuti di cammeo digitale). I paragoni illustri si sprecano ("come Davide batté Golia", mecocomeri) e si dice che Carlo Vanzina si "gode il successo".
Tutto questo porta a due domande che forse abbiamo già fatto (soprattutto la prima). I grandi quotidiani italiani piangono miseria e chiedono l'aiuto dello Stato con questi contenuti? Insomma, dovremmo sovvenzionarli per consentire di copiare un comunicato buonista di un'agenzia di stampa? La seconda questione è semplice. Se non si riesce neanche a scrivere che Un'estate ai Caraibi, con le sue ambizioni e il numero altissimo di sale in cui è uscito, è un flop, come si fa a pensare di poter sapere la verità su politici e banchieri? Insomma, perché uno dovrebbe spendere per mass media fatti così?