Chookas: il crowdfunding per un nuovo orizzonte horror
Il regista Valerio Di Lorenzo ci presenta il progetto del film Chookas, finanziato con una campagna di crowdfunding, puntando a rinnovare il genere horror nel panorama italiano.
C’è spazio per una rinascita del genere horror, nel cinema italiano? Gli esempi, al momento, restano piuttosto sporadici, con nomi come Paolo Strippoli, autore di Piove e del recentissimo La valle dei sorrisi, che costituiscono una sorta di “mosca bianca” nel panorama contemporaneo. Su questa scia, che parte da progetti low budget per andare alla ricerca di una propria libertà espressiva, si pone anche Chookas, portato avanti dal regista Valerio Di Lorenzo. Romano, classe 1989, Di Lorenzo è già autore di due lungometraggi, Quid e Timor, nonché di diversi corti e web serie, e ci ha presentato questo terzo film che intende realizzare insieme al co-produttore Emanuele Vircillo con il supporto del crowdfunding. Per Chookas, infatti, è appena partita una raccolta fondi sulla piattaforma Indiegogo, a questo link.
Di seguito la sinossi ufficiale del film: «In una città immaginaria, un regista carismatico recluta tre giovani attori per un film horror che promette visibilità e riscatto. Quello che inizia come un progetto artistico immersivo si trasforma progressivamente in una prova estrema: le richieste diventano sempre più invasive, i confini personali si assottigliano e il set si trasforma in uno spazio di pressione costante. Mentre i protagonisti accettano compromessi sempre più profondi pur di non perdere l’occasione, chi dirige, osserva e documenta spinge oltre i limiti, normalizzando ciò che non dovrebbe essere accettabile».Un horror d’autore sulla scia di Eli Roth
Le atmosfere inquietanti e il senso di minaccia di Chookas sono suggeriti già da un primo trailer, girato a Roma con gli attori che faranno parte del cast e presentato nei giorni scorsi, in coincidenza con l’apertura del crowdfunding (il trailer è visionabile in fondo all'articolo, dopo l’introduzione dei produttori). Per l’occasione abbiamo parlato con Valerio Di Lorenzo per farci raccontare da dove è nata l’idea per il film e quali saranno i suoi modelli d’ispirazione al momento di mettere piede sul set: «Chookas nasce dalla passione per gli horror autoriali, sicuramente Eli Roth, Lars von Trier e Ari Aster sono dei punti saldissimi nel mio immaginario, sono gli autori che amo guardare e riguardare. Prediligono i personaggi e le belle storie, ma hanno significati ricercati, mai banali, e sono autori capacissimi ma non ingombranti, li sento artisti generosi e mi piace tanto questa cosa».
In termini di stile, Di Lorenzo dichiara di essersi scoperto più vicino a registi quali Danny Boyle e Guy Ritchie. Tuttavia, la sua intenzione con Chookas è quella di non rinunciare ad aspetti più ‘impegnativi’ che possono essere amalgamati ai codici del cinema di genere: «Mi piace fondere una storia horror con tematiche etiche e filosofiche. Penso che l’horror regali un ampio spazio di manovra per sottoporre domande, un po’ come gli zombie movie, che mostrano quanto non è mai il mostro il vero nemico dell’uomo, ma l’uomo stesso. Mette in discussione norme sociali e forse è la cosa che mi piace di più, oltre al godersi del sano cinismo e splatter! L’horror è anche un gioco, si instaura un rapporto con lo spettatore, si accettano alcune regole e mi sembra un bellissimo gioco. In questo senso, adoro Ti West con la sua ultima trilogia, ma anche titoli pazzi come Behind the Mask».
Un nuovo cinema di genere e le potenzialità del crowdfunding
Come si diceva in apertura, però, si tratta di stilemi, suggestioni e canoni narrativi che tendiamo a collegare a immaginari cinematografici lontani, e non certo a quello del nostro paese. Di Lorenzo, pertanto, ci indica che con Chookas vorrebbe contribuire a colmare tale lacuna: «Nel panorama italiano io bramo vedere un prodotto simile, è rarissimo. The Nest è stato un meraviglioso caso, anche il recentissimo La valle dei sorrisi. Ma sono più rarità che un vero genere, che invece secondo me sappiamo fare. Abbiamo una storia incredibile da Argento o Fulci, ma ora sembra non ci competa più come genere ed è un peccato. Allo stesso tempo Chookas è morbido, avrà i suoi momenti molto scuri ed ‘estremi’, ma non vuole escludere un pubblico meno educato all’horror; ha comunque delle caratteristiche pulp e pop, io la sento una novità».
Il filone di riferimento, per dare un’idea ai futuri spettatori, è quello di Hostel, ma «personalizzato con le tematiche che a me stanno a cuore, nel mondo che amo: quindi la crisi morale all’interno dell’arte, il concetto di limite e di catarsi». Per Di Lorenzo e i suoi attori, perlopiù giovani talenti emergenti della scena italiana, Chookas rappresenta infatti «quel film che avremmo voluto vedere prima di voler fare». Infine, queste le sue aspettative in merito al ricorso al crowdfunding: «Spero davvero che vada a buon fine non solo per l’economia del film in sé, ma per la manovra che significa. Cinema indipendente puro, dal basso, ma che dimostri che possiamo e sappiamo fare delle cose belle anche se non rispecchiano i soliti dettami. C’è sfiducia nel giovane, tanta, troppa. Ma come dico sempre, Jim Morrison, Syd Vicious, Jimi Hendrix sono amati da tutti e hanno fatto la storia, e non sono nemmeno arrivati a trent’anni».