Jumbo, il fenomeno animato indonesiano sbarca al Giffoni. Francesco Mangiatordi: "Tanta emozione negli occhi dei ragazzi"
Il debutto nel lungometraggio di Ryan Adriandhy, il film d'animazione più visto nella storia dell'Indonesia con oltre 10 milioni di spettatori, arriva al Giffoni. Abbiamo intervistato chi lo distribuirà in Italia: Francesco Mangiatordi di Amaranta Frame.
Il 21 luglio al Giffoni circa mille bambini della giuria della sezione Elements +6, dedicata al cinema per il giovane pubblico, hanno accolto con entusiasmo Jumbo, il debutto nel lungometraggio d'animazione del regista indonesiano Ryan Adriandhy. Non un semplice film, ma un vero e proprio fenomeno: in Indonesia, Jumbo è diventato l'opera animata più vista di sempre, con oltre 10 milioni di spettatori.
La storia che ha conquistato un intero Paese è quella di Don, bambino paffuto e bersaglio degli scherzi dei coetanei, la cui unica rivincita possibile passa dal talent show del villaggio: lì vuole portare in scena il libro di fiabe lasciatogli dai genitori, ormai scomparsi. Quando un compagno glielo ruba, sembra tutto perduto — finché non arriva Meri, bambina del mondo degli spiriti, anche lei alla ricerca della propria famiglia. Insieme intraprendono un'avventura in cui la magia apre la strada, ma è l'amicizia a indicare il cammino. Insomma, un film che promette di restituire all'infanzia tutta la sua densità emotiva.Giffoni, però, è solo la prima tappa del percorso nazionale di Jumbo. Il fenomeno animato indonesiano sarà infatti distribuito da Amaranta Frame, società indipendente di produzione e distribuzione impegnata nella scoperta e nella valorizzazione di nuovi autori. Francesco Mangiatordi, che di Amaranta Frame è tra i fondatori, racconta come le prime reazioni dei giovani spettatori al Giffoni siano state più che soddisfacenti. "Abbiamo visto negli occhi dei ragazzi tanta emozione, tanta partecipazione e, soprattutto, una cosa fondamentale: la grande energia che il film è riuscito a trasmettere. Ogni bambino è entrato in un laboratorio empatico con i personaggi principali e con tutto il mondo fantastico di Jumbo"
Da mesi Amaranta Frame sta lavorando a un percorso pensato per portare Jumbo nelle scuole italiane. Un percorso - come spiega sempre Mangiatordi - costruito attorno al doppiaggio: "Il film affronta tematiche universali – il bullismo, l'accettazione di sé, la fiducia in se stessi, il valore dell'amicizia – ma abbiamo scelto di raccontarle in un modo diverso. Don, per noi, rappresenta la voce: ogni bambino deve avere il coraggio di esprimerla e farla uscire, soprattutto nei momenti di difficoltà, quando si pensa di essere soli e che il mondo possa cascarti addosso""Il progetto si articola in quattro moduli", prosegue. "Si parte dall'adattamento del testo, per raccontare come una storia così distante venga resa accessibile al pubblico italiano; si prosegue con le voci dei bambini doppiatori; il terzo modulo è dedicato alle grandi voci del doppiaggio italiano — tra cui Luca Ward, Mario Cordova, Angiola Baggi ed Emanuele Ruzza, che hanno prestato il loro talento anche a Jumbo — mentre il quarto guarda alla musica, una delle caratteristiche principali del film, capace di trasmettere emozioni e di accompagnare il percorso di adattamento di un testo così complesso, nato in lingua indonesiana". Ad accompagnare ogni tappa nelle scuole primarie e secondarie sarà Paolo Ruffini, da sempre molto attento ai temi del bullismo, dell'inclusione, dell'accettazione di sé e della fiducia in sé stessi. Valori al centro del racconto di Jumbo.
L'obiettivo, per Mangiatordi, è preciso: "Vogliamo portare nelle scuole un progetto innovativo che, attraverso Jumbo, racconti il mondo del doppiaggio e il dietro le quinte di un film, così che i bambini possano arrivare nelle sale cinematografiche, nella seconda quindicina di ottobre, con uno sguardo diverso. Spesso guardiamo questi prodotti senza sapere quanto lavoro ci sia dietro, sia dal punto di vista produttivo sia da quello distributivo e, nel nostro caso, soprattutto dal punto di vista del doppiaggio". Un doppiaggio, sottolinea, che pur nascendo da una realtà indipendente ha saputo coinvolgere professionisti di alto livello: "È ciò che permette di trasmettere tutta la forza emotiva del film, la passione, la verità e quell'empatia che deve arrivare al pubblico".