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Una vita per la comedy, da Parks & Recreation a The Office: la nostra intervista a Greg Daniels

Al 65° Festival della TV di Monte-Carlo, che ha appena chiuso i battenti nel Principato di Monaco alla presenza del principe Alberto II, l’autore statunitense ha ripercorso alcuni momenti e incontri indimenticabili della sua carriera.

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Far ridere è un’arte e Greg Daniels ne è maestro. Sceneggiatore di Parks and recreation, The Office e del suo spin-off The Paper, attualmente disponibile su Sky e NOW (solo per citare alcuni dei suoi progetti), resta una delle penne più acute del panorama attuale.

Da italiani, non possiamo che partire chiedendole di Sabrina Impacciatore, che ha scelto come star di The Paper. Cosa l’ha colpita di lei?

Credo sia la persona più affascinante che conosca e ancora non ho capito se è sempre nel personaggio o ha infuso in Esmeralda qualcosa di sé. Divertentissima, padroneggia i tempi comici con rara maestria ed è incredibile nella comedy più fisica. Da quando l’abbiamo conosciuta tutti noi sul set usiamo l’intercalare “allora”, come fa lei.

E cosa l’ha colpita, invece, del personaggio?

A lei non importa niente della verità, più che fare infotainment è interessata alla spendibilità di una notizia. Sabrina ci teneva che alla gente piacesse e ha creato una backstory in cui Esmeralda si comporta così a causa delle sue insicurezze.

È l’opposto di Ned, interpretato da Domhnall Gleeson.

Assolutamente, perché lui vive di ottimismo, è un po’ naive ma anche carismatico. Ecco perché cercavamo un attore che fosse capace di rendere il lavoro divertente ma che avesse un’energia maschile un po’ romantica. Abbiamo scelto lui grazie a uno sketch che aveva postato su Youtube da ragazzo, in Irlanda, e faceva molto ridere.

Come sarebbe The Office oggi?

Difficile a dirlo, perché ogni serie riflette i suoi tempi e le regole di un certo periodo storico. Sono comunque ancora stupito del successo che continua ad avere, anche ad oltre vent’anni dalla sua prima messa in onda.

Che ruolo ha oggi per lei l’intelligenza artificiale?

Mi sembra uno di quegli strumenti che vuoi abbracciare, ma che poi ti può esplodere in faccia. Pensa che io non sono neppure presente sui social, pur sapendo quanto sia difficile restarne fuori.

Qual è la formula vincente per una buona comedy?

Saper bilanciare la comicità con l’emotività e mescolarle a qualche nota drammatica. Credo che il mio tratto distintivo resti comunque l’ottimismo, qualcosa di cui oggi si ha più bisogno che mai. Con questo non voglio dire che non cerco di essere realistico, anzi, ma voglio guardare il bicchiere mezzo pieno quando ci sono momenti di difficoltà.

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