A cena con la strega, la recensione
A cena con la strega è la decima raccolta di storie brevi di Rumiko Takahashi, che conserva il suo caratteristico umorismo, seppur smorzato da un pizzico di malinconia
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.
"La Takahashi conserva il suo caratteristico umorismo, seppur smorzato da un pizzico di malinconia."La Regina dei Manga ha ormai compiuto sessantatré anni e sembra intenzionata a raccontare questa fascia d'età, relegando le avventure adolescenziali alle sue serie shonen; non è la prima volta che l'autrice si concentra su un personaggio anziano, ma qui tutti i racconti hanno per protagonista un uomo sulla sessantina, con un rapporto coniugale non sempre idilliaco e una situazione lavorativa infelice. Si tratta di un periodo particolarmente critico per i giapponesi, visto che per la legge i lavoratori sono costretti a ritirarsi dalla propria professione per raggiunti limiti d'età, anche se poi inizieranno a percepire la pensione soltanto dopo cinque anni. Ha così inizio una fase in cui molti attempati disoccupati sono costretti a cercare un nuovo impiego, a reinventarsi, non sempre con esiti felici, agevolando quindi la diffusione di un sentimento di sconforto che può sfociare addirittura nell depressione.
A cena con la strega è la decima antologia di storie brevi della Takahashi; l'autrice conserva il suo caratteristico umorismo, seppur smorzato da un pizzico di malinconia. In questo modo accompagna il viaggio dei suoi lettori che la seguono ormai da decenni, raccontando in modo leggero l'avvento della terza età, la difficoltà nell'accettare il distacco dal proprio lavoro e l'affievolirsi dell'entusiasmo per la vita e dei sentimenti nei confronti dei propri familiari.