Aldobrando, la recensione
Aldobrando è un racconto affascinante che segue gli archetipi del viaggio dell'eroe ma ne rinnova la formula mettendo da parte il suo protagonista
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.

Dopo aver creato ormai più di cinque anni fa il suo universo fantastico medioevale per il gioco di carte Bruti, Gipi aveva realizzato una breve storia a fumetti contenuta nel manuale. Il protagonista, Aldobrando, è un ragazzo ingenuo che lascia la casa in cui ha sempre vissuto, ritrovandosi in un mondo spietato dominato solo dalla forza bruta. Quelle poche tavole ci avevano mostrato un Gipi inedito, pronto a cimentarsi con un racconto di genere, dopo essersi dedicato principalmente a storie autobiografiche o comunque realistiche.
Aldobrando è un orfano che ci viene presentato quasi come un bifolco, cresciuto in una capanna nel bosco come assistente di un vecchio dedito alla stregoneria. Il giovane non ha poteri, non è dotato di una particolare intelligenza né sembra avere altri talenti. La sua avventura inizia quando l'anziano mentore gli dice di procurarsi un erba in grado di guarirlo, spingendolo a uscire per esplorare il territorio circostante; durante la ricerca si imbatte in un personaggio che lo spingerà più lontano da casa rispetto a quanto avrebbe voluto, generando una parabola di eventi che lo porterà alla corte del Re delle Due Fontane.
"Aldobrando è un racconto affascinante che segue gli archetipi del viaggio dell'eroe ma ne rinnova la formula mettendo da parte il suo protagonista."La scelta del disegnatore Luigi Critone è alquanto azzeccata, sia per la sua resa dei personaggi sanguigni e degli scenari incantevoli, ma soprattutto per un'affinità con lo stile grafico di Gipi che viene evocato anche attraverso gli acquarelli di Francesco Daniele e Claudia Palescandolo. Una storia di formazione ambientata in un mondo suggestivo, nel quale hanno luogo conflitti crudeli, giudizi ingiusti e scelte spietate. Il giovane protagonista risulta uno dei pochi elementi estranei a questo scenario dominato dal cinismo e dalla sopraffazione, che osserva con i suoi occhioni innocenti cercando di capire quale possa essere l'unica forza in grado da salvare da questa spirale di crudeltà.