Anya e il suo fantasma, la recensione
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.
Svelare di più della trama rovinerebbe la lettura, perché il pregio principale di Anya e il suo fantasma è la storia, in grado di sorprendere a più riprese il lettore percorrendo strade sempre nuove: non si tratta però di una sequenza di colpi di scena sensazionali, ma di una costante evoluzione della vicenda e dei personaggi che mantiene sempre viva l’attenzione.
Quello che parte come un leggero racconto ambientato tra i banchi di scuola e incentrato soprattutto su tematiche adolescenziali, spazia rapidamente tra i generi assumendo tinte più cupe: in quali condizioni è deceduta la povera Emily?
L’indagine sposterà il peso della bilancia da un piano quotidiano a uno più paranormale, accompagnando il lettore attraverso sviluppi inaspettati.
Anya e il suo fantasma è una piccola storia che diverte, incanta e tiene col fiato sospeso il lettore. Oltre alla qualità stessa dell'opera, ha il valore aggiunto di rivolgersi a quel pubblico dall'"età di mezzo" che sempre più editori cercano di attirare con grandi saghe librarie... Se conoscete qualche adolescente da avvicinare alla lettura, tra un apprendista mago e giochi mortali, provate a suggerirgli questo volume, per dimostrargli che anche i fumetti possono accendere la sua fantasia.
E poi magari fatevelo prestare, di sicuro vi conquisterà.