Assassination Classroom - L'ora di tutti noi, la recensione: qualche ora in più con Koro-sensei
L'opera dalle premesse più folli arriva al cinema dieci anni dopo la conclusione dell'anime, riportando sul grande schermo materiale originale mai mostrato nella serie.
Difficile immaginare una premessa più assurda di quella di Assassination Classroom. Un essere tentacolare giallo, capace di muoversi a Mach 20 e responsabile della distruzione di gran parte della Luna, annuncia che entro un anno farà lo stesso con la Terra. Prima, però, vuole diventare insegnante della classe 3-E della scuola media Kunugigaoka. Agli studenti viene così affidato un compito altrettanto folle: riuscire a ucciderlo prima della fine dell'anno scolastico.
Un'operazione pensata chiaramente per i fan, piacevole nel ritrovare personaggi tanto amati ma anche limitata dalla propria natura. Perché L'ora di tutti noi funziona meglio come raccolta di ricordi che come vero lungometraggio cinematografico.
Le lezioni che non avevamo visto
Mancano ormai pochi giorni alla conclusione dell'anno scolastico e il destino di Koro-sensei incombe inevitabilmente sulla classe. Gli studenti cominciano così a ricordare alcuni degli episodi trascorsi insieme al loro professore, permettendo al film di recuperare capitoli che non avevano trovato spazio nell'adattamento televisivo. Sono soprattutto storie secondarie, concentrate su personaggi che nell'anime avevano inevitabilmente ricevuto meno attenzione. Sugaya può essere raccontato attraverso il suo rapporto con l'arte, Kataoka attraverso il nuoto, mentre altri episodi si soffermano sui sentimenti, sulle insicurezze e sulle piccole difficoltà quotidiane degli studenti.
L'ora di tutti noi ritrova questa dimensione soprattutto nei suoi momenti più semplici. Quando si limita a riportarci tra i banchi della 3-E, senza cercare necessariamente un grande evento, recupera facilmente il calore della serie originale.
Una raccolta più che un film
È proprio la natura del materiale scelto, però, a rappresentare il principale limite del lungometraggio. L'ora di tutti noi non possiede una vera trama capace di svilupparsi organicamente per tutta la durata. È piuttosto una successione di episodi collegati attraverso i ricordi dei protagonisti, ai quali si aggiunge una parte dedicata alle vacanze invernali di Koro-sensei lontano dalla classe. Le giunture rimangono inevitabilmente visibili. Alcuni segmenti funzionano meglio di altri, il ritmo cambia frequentemente e in più occasioni si ha la sensazione di assistere a episodi televisivi assemblati uno dopo l'altro piuttosto che a un racconto realmente pensato per il cinema.
Sul piano visivo, inoltre, il passaggio al grande schermo non comporta un salto particolarmente evidente rispetto alla serie. La realizzazione rimane funzionale e coerente con quanto visto in televisione, ma difficilmente L'ora di tutti noi può essere considerato un ritorno cinematografico particolarmente ambizioso.
Un film soprattutto per la 3-E
Il limite più evidente coincide anche con la ragione stessa dell'esistenza del film: L'ora di tutti noi è rivolto quasi esclusivamente a chi conosce già Assassination Classroom. Il lungometraggio ricorda il contesto necessario per orientarsi, ma non ha realmente interesse a introdurre da zero personaggi e relazioni. Gran parte del coinvolgimento nasce dalla consapevolezza di ciò che attende Koro-sensei e dalla storia che gli studenti hanno condiviso con lui.
Qualche ora in più prima dell'addio
A dieci anni di distanza, L'ora di tutti noi non cambia quindi il significato di Assassination Classroom e non aggiunge elementi davvero indispensabili alla sua storia. È un'operazione celebrativa costruita soprattutto per chi sente ancora un legame con la 3-E e vuole trascorrere altro tempo insieme ai suoi personaggi. Ed è proprio entro questi confini che funziona meglio. La struttura frammentaria, i raccordi non sempre efficaci e un comparto visivo poco distante dall'esperienza televisiva impediscono al film di imporsi come un lungometraggio davvero compiuto. Allo stesso tempo, il recupero dei capitoli esclusi dall'anime permette di approfondire alcuni studenti meno centrali e di ritrovare quella combinazione di comicità, assurdità e sentimento che aveva caratterizzato l'opera di Matsui.
Non tutte queste storie avevano necessariamente bisogno di arrivare sullo schermo e il loro assemblaggio non basta a trasformarle in qualcosa di imprescindibile. Per chi conosce già questi personaggi, però, il piacere del ritorno rimane. Assassination Classroom - L'ora di tutti noi è quindi un'aggiunta piacevole più che necessaria, un film discreto, rivolto principalmente ai fan e capace di offrire qualche nuovo ricordo senza raggiungere la forza dei momenti migliori della serie. Perché Assassination Classroom è sempre stato un conto alla rovescia. Ogni lezione avvicinava inevitabilmente la 3-E alla fine dell'anno e al momento in cui avrebbe dovuto salutare Koro-sensei.