Boiling Point, la recensione
In un vortice di parole e gesti Boiling Point riesce a raccontare il mondo della cucina nei suoi aspetti più duri, concentrandosi sull’idea che tanto è alto il compromesso tanto è violenta la caduta.
La recensione di Boiling Point, al cinema dal 10 novembre
Quello di Barantini è un film low-budget (girato in un’unica location, basato interamente sui dialoghi e le aspettative che crea intorno a questi) ma dalle aspirazioni altissime, realizzato in un unico, incredibile piano sequenza all’interno di un ristorante londinese lungo un servizio caotico del venerdì sera. Siamo dalle parti di Victoria di Sebastian Schipper, ma ridotto all’osso. Il piano sequenza infatti non è qui altrettanto evidente (non ci sono cambi di luogo a renderlo tale) eppure la scelta registica di prendere un unico, lungo, respiro dà il senso all’intero film. E così Boiling Point spinge con cattiveria l’acceleratore della narrazione per arrivare a quel senso di urgenza e di “realtà dai minuti contati” che solo un piano sequenza così immersivo poteva catturare.
Sulla perfezione registica di Boiling Point non ci sono dubbi. Dal momento infatti in cui Andy è al telefono fuori dal locale e varca la soglia del ristorante, ogni singola cosa che accade a lui o ai suoi collaboratori non è che un indizio che Barantini ricerca con insistenza per crearci sempre più aspettative, ansie, dubbi su cosa stia davvero succedendo o - soprattutto - su cosa diavolo sta per succedere. Perché sentiamo sulla pelle che qualcosa di grosso deve succedere. La cosa stupefacente è però che questa sensazione si avverte fortissima nonostante “il visivo” appaia invece come perfettamente naturale, scorrevole. Normale. Non è allora l’occhio di Barantini a spingerci con insistenza da qualche parte, perché questo si limita a seguire i personaggi come fosse la loro ombra. È la scrittura a creare questo disagio.
Si tratta di un dettaglio che in un certo senso rovina la sorpresa, ma che tuttavia non va a minare il coinvolgimento e il ritmo ansiogeno del film. In un vortice di parole e piccoli gesti Boiling Point riesce a raccontare il mondo della cucina nei suoi aspetti più duri, cupi, concentrandosi sull’idea che tanto è alto il compromesso (e per Andy capiamo essere alta la fama tanto quanto il suo debito e il suo tracollo personale) tanto è violenta la caduta.
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