Cadillac Records - La recensione
La storia dell'etichetta Chess Records e dei suoi artisti, come Muddy Waters, Chuck Berry ed Etta James. Un lavoro interessante con un ottimo cast, passato inosservato in patria...
Recensione a cura di ColinMckenzie
TitoloCadillac RecordsRegiaDarnell MartinCast
Adrien Brody, Jeffrey Wright, Columbus Short, Cedric the Entertainer, Mos Def, Beyoncé Knowles
Uscita29-05-2009
Intanto, è sorprendente che un prodotto con una ricostruzione d'epoca così interessante sia costato soltanto 12 milioni. E' un esempio perfetto di budget utilizzato benissimo e che certo non dà l'impressione di un lavoro a basso costo. Basti pensare alla notevole direzione della fotografia di Anastas Michos, che ci permette di immergerci in una realtà molto distante in maniera elegante, ma senza sfociare nel patinato gratuito. E anche il lavoro di regia, senza raggiungere picchi immensi, ha qua e là delle buone idee (come un ottimo montaggio tra le lacrime di una donna e un concerto scatenato).
Per quanto riguarda il lavoro sulla sceneggiatura, il discorso è complesso. Da una parte, si evitano parecchi stereotipi, soprattutto nel rapporto tra gli artisti (neri) e il discografico (bianco), che è decisamente più complesso e originale del solito. Dove però subentrano i problemi è nella natura aneddottica dello script, composto prevalentemente da una serie di sequenze che non sempre si collegano bene tra loro. Per questa ragione, c'è decisamente troppa carne al fuoco (forse qualche personaggio in meno non avrebbe fatto male, così come la strizzata d'occhio dei Rolling Stones non era fondamentale) e il rischio è di non approfondire adeguatamente i personaggi più importanti.