[Cannes] Il debutto di Plan B alla regia: ill Manors, la recensione
Il rapper inglese alle prese con il suo primo lungometraggio con la shooting star Riz Ahmed come protagonista...
L’anno scorso è stato il vincitore di un Brit Award, ha cantato con Elton John e ha piazzato parecchi singoli ai primi posti di molte classifiche discografiche.
Siamo a nord est di Londra, in uno dei quartieri dalla più forte immigrazione asiatica della città. E’ qui che ha vita una città nella città, a partire dalla criminalità che ha i suoi boss, le sue regole, le sue mezzetacche e le sue vittime innocenti. La storia si dipana coralmente, seguendo le vite di molti degli abitanti della zona, passati, presenti, errori, aspirazioni e, in molti casi, tragici epiloghi. Non c’è spazio per la compassione, la cattiveria vive di proprietà commutativa, ciò che si dà torna indietro, la vittima diventa carnefice e viceversa, tutto all’interno di un circolo vizioso che sembra non avere fine.
Una struttura del genere, del resto, si presta perfettamente all’obiettivo di Plan B di raccontare ognuna delle storie presentate anche attraverso una delle canzoni del suo nuovo album. “Ho prima scritto il film e poi, partendo da questo, mi sono dedicato alle canzoni” è stata la risposta che ha dato a chi gli ha chiesto del suo processo creativo. C’è da credergli. I testi sono quantomai calzanti con quanto appare sullo schermo e, seppure la regia del film sia “da videoclip”, ogni personaggio ha una sua profondità narrativa.