Caos calmo
La vita di un importante manager viene scossa dalla morte della moglie. Pellicola mediocre, anche nella chiacchieratissima scena di sesso tra Nanni Moretti e Isabella Ferrari...
Recensione a cura di ColinMckenzie
TitoloCaos calmoRegiaAntonello GrimaldiCast
Uscita8 febbraio 2008
Togliamoci il pensiero. D'altronde, in questi giorni non si è parlato d'altro, complice un filmato preso con il telefonino della scena di sesso tra Nanni Moretti e Isabella Ferrari (a proposito, o dobbiamo credere che i realizzatori sono così stupidi da non sorvegliare un momento così delicato e permettere l'uso furtivo dei telefonini sul set, o pensare malignamente che sono stati bravissimi).
Ebbene? Io proporrei una moratoria (in questo periodo vanno di moda) contro le scene di sesso cinematografiche con Nanni Moretti. Già quella (molto meno enfatica) de La stanza del figlio era bruttissima. Qui, nonostante l'impegno notevole della Ferrari, Moretti risulta ridicolo in più punti e decisamente poco portato a sequenze del genere. Insomma, se l'obiettivo era farla diventare una scena assolutamente non eccitante, diciamo che è stato raggiunto perfettamente.
Anche la presenza di Nanni Moretti, forse, è ingombrante. A parte le sue performance erotiche di cui abbiamo già parlato, in alcuni momenti è decisamente eccessivo (quando piange è pessimo), mentre quando è più dimesso funziona meglio. Se poi si voleva puntare sulle battute fulminanti che hanno reso popolari i suoi personaggi, a parte un paio di frasi (il discorso sull'aiuto al cinema italiano e quello dei broccoli), non ci siamo proprio. Peraltro, quando arriva a dire "mi muovo", viene spontaneo aggiungere "vedo gente, faccio cose...". Il discorso degli elenchi (un omaggio a Brett Easton Ellis, che viene anche citato direttamente nel film?) è invece francamente insipido, anche se magari voleva esprimere chissà quale profondità.
Decisamente meglio va con i personaggi di contorno, soprattutto Gassman (una sorpresa, nettamente il più bravo) e la Golino, in un ruolo non semplice. Blu Yoshimi (che interpreta la figlia del protagonista) se la cava bene, ma talvolta le vengono messi in bocca discorsi troppo maturi e complessi per la sua età (a proposito di realismo). Stona invece un po' l'utilizzo della musica, sia in alcune canzoni (Rufus Wainwright non era forse indicato) che nella colonna sonora, che è stato uno dei maggiori problemi della lavorazione (quella iniziale e jazzistica è stata infatti rifiutata).
P.S. Se qualcuno scrive che il film è stato accolto da applausi, non ci credete. Come avviene spesso in questi casi, ad applaudire è stata solo una parte ben precisa della sala, ovviamente la solita claque. Per il resto, direi una grande freddezza, in linea con il tono della pellicola...