Caput Mundi – I mostri di Roma, Nero 3: Caduta dal paradiso, la recensione
Abbiamo recensito per voi l'ultimo numero di Nero, seconda stagione di Caput Mundi – I mostri di Roma
Il terzo e ultimo numero, su cui sono impegnati ai disegni Giorgio Spalletta e Pierluigi Minotti con alcuni layout firmati da Susanna Mariani, vede la storia raggiungere il suo climax, con un finale sicuramente in linea con le aspettative maturate nel corso dei brossurati precedenti.
Una costante del titolo è che, ovunque muovano i loro passi, i mostri si lasciano alle spalle una lunga scia di esplosioni, morti e misteri irrisolti (almeno in superficie). Questa caratteristica facilita sicuramente il rapido voltapagina per scoprire l'ennesima e incredibile peripezia, ma rende meno incisiva la vicenda alla base della miniserie.
Allo stesso modo, l'intreccio di figure losche e stereotipate, nei loro pregi e difetti, vede al centro Nero, un protagonista che troppo spesso non ha una vera e propria voce fuori dal coro, non abbastanza da mandare avanti la baracca. La spettacolarizzazione del racconto corale porta a non avere una personalità trascinante che aiuti a far chiarezza nel caos dell'azione, con il risultato di essere trascinante più per la resa visiva di ogni sequenza frenetica (sicuramente il punto di forza della serie) piuttosto che per le trovate in fase di sceneggiatura.
Per questi motivi, nonostante alcuni difetti, la serie pubblicata da Editoriale Cosmo porta a casa un bilancio positivo al termine dei tre numeri che compongono questa seconda stagione.