Clone voll. 1-2: Prima Generazione e Seconda Generazione, la recensione
Abbiamo recensito per voi i primi due volumi di Clone, fumetto Skybound creato da David Schulner e portato in Italia da saldaPress
Di tutta questa storia la narrativa (in prosa o a fumetti), come anche la cinematografia, si è alimentata, in quel bellissimo processo che vede il mezzo artistico come una sorta di spugna che assorbe in modo indiscriminato i molteplici input provenienti dal mondo esterno, trasformandoli poi in output più o meno validi.
Un altro esempio è Clone, saga a fumetti Image Comics, edita dalla sotto-etichetta Skybound, creata da David Schulner e portata in Italia da saldaPress.
Clone si svolge in un futuro non troppo lontano dal nostro, nel quale l'uso delle cellule staminali per scopi medici è consentito e una donna è Presidente degli Stati Uniti d'America (sì, è decisamente un fumetto di fantascienza!), e segue le vicende del Dr. Luke Taylor, un uomo normale con una vita normale, fatta di un lavoro stabile e di routine, una moglie amorevole e un figlio in arrivo. La tranquilla quotidianità del protagonista cambia da un momento all'altro, quando una identica copia di se stesso (salvo per il proiettile conficcato nell'intestino) gli fa visita a casa, rivelandogli che lui è solo uno dei tanti cloni realizzati in sequenza da un bizzarro scienziato nel corso di un folle progetto scientifico-militare. Il caso vuole che proprio in quel particolare momento storico il Congresso degli USA stia per far validare un emendamento volto a vietare l'utilizzo delle cellule staminali: Luke e i suo fratelli cloni rappresentano dunque un ingente ostacolo perché ciò si realizzi, e saranno più in pericolo che mai, con molti e potenti uomini desiderosi di sotterrarli in una fossa. Inizierà così una folle corsa contro il tempo, che metterà a repentaglio non solo la vita di Luke, ma anche quella della sua amata famiglia, fra inseguimenti, scontri all'ultimo sangue e rivelazioni inaspettate.
Ai disegni, l'iberico Juan Jose Ryp, recentemente visto su Wolverine: Il migliore in quello che fa e Punisher MAX, confeziona storie dal taglio grafico aggressivo e iper-realista, con tavole dotate di grande carica visiva e cinetica. Lo stile del disegnatore è assolutamente particolare, a partire dall'impostazione della pagina con l'utilizzo dei retini, fino ad arrivare a complesse anatomie (a volte ipertrofiche). Nonostante alcune spigolosità che possono piacere o meno a secondo del gusto di ciascun lettore, lo storytelling dell'artista è assolutamente scorrevole ed è sicuramente congeniale a questo tipo di fumetto.
In conclusione, se vi piace la fantascienza condita da una buona dose di action, e non cercate una lettura particolarmente impegnata che rifletta su temi troppo esistenzialisti, Clone è il fumetto che fa per voi. Una buona dose di adrenalina, alla fine, non ha mai fatto male a nessuno.