Color Zagor n. 3: Il passato di “Guitar” Jim, la recensione
Dopo la visita a Ian Aranill su Speciale Dragonero n. 2, Patrick Wilding torna a colori per il terzo annuale di Color Zagor: Il passato di “Guitar” Jim
Classe 1971, ha iniziato a guardare i fumetti prima di leggerli. Ora è un lettore onnivoro anche se predilige fumetto italiano e manga. Scrive in terza persona non per arroganza ma sembrare serio.
Secondo appuntamento estivo e in policromia per lo Spirito con la Scure nell'arco di pochi giorni. Dopo la visita a Ian Aranill di Speciale Dragonero n. 2, Patrick Wilding torna a casa, per il terzo annuale di Color Zagor, scritto dall'editor responsabile del personaggio, Moreno Burattini e disegnato per la prima volta da un artista straniero: Bane Kerac.
In questa occasione conosciamo le sue origini a partire dall'adolescenza, durante la quale la sua vita viene segnata per sempre dall'incontro con Herbert Kristofferson. L'uomo lo prende sotto la propria custodia come un padre, insegnandogli a suonare lo strumento che gli varrà il soprannome, la chitarra. Tutti e due orfani, sono accomunati entrambi da perdite tragiche e dolorose, causate da un unico responsabile. La vendetta è il sentimento dominante questa vicenda e l'esistenza dei suoi protagonisti, buoni o malvagi che siano.
Mister Swearengen, proprietario del saloon per il quale Jim inizia a lavorare da ragazzo, completa la maturità del futuro musicista fuorilegge, allenandolo a diventare un abile pistolero. Il nemico da affrontare e sconfiggere, il potente criminale Clancy, circondato da killer professionisti, capeggiati dallo spregevole Reagan, richiede un'impresa eccezionale. Quest'ultimo, dopo tanti anni è ancora sulle sue tracce e lo ha ferito gravemente. È a questo punto che entra in scena Zagor per aiutare l'amico venuto a cercare rifugio alla sua capanna.
È un episodio particolarmente drammatico, in cui è lasciato poco spazio alla consueta comicità e alle gag di Cico, elementi che rischierebbero di allentare l'intensità e la tensione della trama. L'artista serbo mette in campo tutta la sua esperienza e cimentatosi in carriera su titoli storici come Il grande Blek e Tarzan, dimostra di trovarsi a suo agio in questa storia, un ottimo western denso di azione, tagliatogli su misura da Burattini. Telegraficamente: il miglior Color Zagor finora e un capitolo da incastonare nella gloriosa storia editoriale del personaggio.