Conan il Cimmero vol. 1: Colosso nero, la recensione
Abbiamo recensito per voi Conan il Cimmero vol. 1: Colosso Nero, di Vincent Brugeas e Ronan Toulhoat
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.
La casa editrice francese Glénat ha dato il via a un’importante iniziativa che vede coinvolti ben dodici team creativi impegnati a trasporre in balloon altrettante storie apparse originariamente sulla rivista pulp Weird Tales a partire dal 1932. In Italia, la collana Conan il Cimmero è proposta da Edizioni Star Comics che ha da poco pubblicato i primi due volumi: La regina della costa nera, di Jean-David Morvan e Pierre Alary, e Colosso nero, di Vincent Brugeas e Ronan Toulhoat, di cui andiamo a parlarvi.
La storia ricalca quella scritta da Howard rispettandone i punti salienti. Nel solco brillantemente tracciato dal creatore del Cimmero, Brugeas è abile nel delineare un personaggio fedele alla sua caratterizzazione primigenia, il quale, nonostante abbia svolto lavori poco virtuosi (ladro, pirata e mercenario), non perde occasione di mostrare la sua enorme umanità e il proprio spirito di sacrificio. Senza alcun timore, Conan affronta demoni e mostri di ogni sorta, certo che chi si trova di fronte “è solo un uomo. E se è già morto una volta può benissimo morire una seconda”; aspetto emblematico della sua semplicità e del suo modo di agire a dir poco risoluto.
Rispetto alla versione classica del personaggio offerta da John Buscema sulle pagine di Savage Sword of Conan – seguita anche da Tomás Giorello nel suo adattamento di Colosso nero – quella di Toulhoat risulta decisamente più rude, a sottolineare il vissuto travagliato e movimento del personaggio. Quest’aspetto in particolare, apre a un'iterazione adulta di Conan che non stona nell’impianto narrativo imbastito da Brugeas. Lo stile dell’artista francese è fortemente radicato nella tradizione della bande dessinée e, grazie a un sapiente utilizzo dei colori, riesce a enfatizzare le concitate scene di guerra, le sequenze di dialogo e quelle orrorifiche in tavole dal notevole impatto visivo.