Cthulhu - L'abisso della ragione: Il richiamo delle tenebre, la recensione
Abbiamo recensito per voi Cthulhu - L'abisso della ragione: Il richiamo delle tenebre
Se la cifra linguistica scelta dall'autore di Providence nel redigere i suoi racconti agli albori del secolo scorso era in gran parte evocativa, calando il lettore nell'atmosfera maledetta piuttosto che metterlo faccia a faccia con l'orrore, il medium Fumetto richiede una componente visiva forte e chiara che possa ben incorporarsi alla parte testuale.
In tal senso, va sottolineata la scelta vincente di optare per Valerio Befani ai disegni: l'artista civitavecchiese offre in poco più di 140 pagine un passaggio armonioso e continuo tra il tratto realistico, ben delineato e ricco di dettagli, a quello più sporco ed evocativo di un'ambientazione costituita da oscurità e terrore.
Questo connubio, che idealmente riprende la natura duale dei racconti di H.P. Lovecraft in cui l'orrore immaginario riflette in modo allegorico le pessime condizioni socioeconomiche della sua città d'origine, bilancia in modo soddisfacente le due nature della storia: l'indagine che si svolge tra gli uomini e gli orrori legati a figure che trascendono la realtà, irrompendo nel quotidiano.
Per chi conosce bene tale tipologia di racconto breve non è difficile immaginare in quale direzione andrà a dipanarsi la trama, con tanto di trucchi narrativi (finali fittizi e depistaggi) che, in passato, hanno tenuto incollati alla lettura tanti acquirenti di Weird Tales.
Ma sono proprio questi stereotipi così dichiarati e ben incastrati tra loro a rendere Cthulhu - L'abisso della ragione: Il richiamo delle tenebre un tributo ben riuscito a personaggi e ambienti che rasentano il secolo di storia, lasciando le porte aperte a nuove storie di genere che possano espandere ulteriormente un universo narrativo che non smette mai di affascinare e stregare il lettore.