Dampyr 232 - 233, la recensione
Dampyr è oggi un dark fantasy nella sua accezione più complessa e colta, deliziosamente in bilico tra horror e fantastico
Classe 1971, ha iniziato a guardare i fumetti prima di leggerli. Ora è un lettore onnivoro anche se predilige fumetto italiano e manga. Scrive in terza persona non per arroganza ma sembrare serio.

Il numero Dampyr uscito questo mese, I Grandi Antichi, chiude solo formalmente la narrazione cominciata a luglio con La Compagnia guerriera, concludendosi con un finale aperto, per non dire un vero e proprio cliffhanger, che lascia tremendamente in sospeso le sorti dei nostri eroi, in particolare quella di Emil Kurjak.
In quell'occasione facemmo la conoscenza anche della Compagnia (a cui si riferisce il titolo dell'albo), la congrega di splendide mercenarie guidate dalla formosa Rhaleya. Al fascino magnetico di una delle sue amazzoni, Dandy, nemmeno Kurjak riuscì a resistere, finendo per tradire l'amata compagna Tesla.
Ora, Alastor, sfidando gli altri principi infernali suoi pari e il suo superiore, il reggente Iblis, è tornato per vendicarsi e riappropriarsi di quel mondo dove fu sconfitto e in cui voleva instaurare il regno del caos. Egli ha al suo fianco alleati potentissimi e terrificanti: i Grandi Antichi, gli dei scaturiti dalla mente geniale di H.P. Lovecraft e dei suoi accoliti. Le inquietanti divinità del Ciclo di Cthulhu sono da sempre parte integrante della continuity dampyriana, e Mauro Boselli e Maurizio Rosenzweig ce li mostrano in tutta la loro traboccante oscurità, come mai prima d'ora.
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"Dampyr è oggi un dark fantasy nella sua accezione più complessa e colta, deliziosamente in bilico tra le sue due anime: l'horror e il fantastico."In questo lungo racconto, Harlan Draka, Kurjak e Tesla sono chiamati a parteggiare nuovamente per la fazione avversa, la squadra del Male, offrendo il loro contributo contro le folli mire di Alastor e dei Grandi Antichi. La posta in palio non ha prezzo: l'equilibrio dello stesso multiverso. Vengono richiamati in campo personaggi secondari molto amati, tra cui Nicolaus, il Cavaliere Savnok e Draka, Maestro della Notte e padre del protagonista. L'intreccio si innesta ancora una volta alla perfezione nella maxi-trama intessuta fin dalle prime imprese del Nostro.
Nella loro illuminato concepimento, i creatori di Dampyr Mauro Boselli e Maurizio Colombo hanno gettato le basi per una saga di ampio respiro, di cui il primo, prendendone in mano saldamente la gestione, ha espanso le potenzialità in maniera esponenziale traendo spunti dal Cinema, dalla Letteratura, dalla Storia, dalla mitologia e dal folclore.
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