Dart Fener e il Pianto delle Ombre, la recensione
Abbiamo recensito per voi Dart Fener e il Pianto delle Ombre, volume Star Wars Legends edito da Panini

Tra le opere ideate in era moderna, Star Wars è probabilmente una delle poche ad aver istituito con la sua nascita un riferimento culturale talmente importante all'interno della cultura pop da innestarsi come una sorta di mitologia contemporanea, con riferimenti molto chiari ai concetti di bene, male, giustizia, identità e predestinazione.
Come ogni pantheon che si rispetti, anche quello di Star Wars è composto da individui che sembrano trascendere la loro umanità per accedere a quell'immaginario comune che li rende eterni. Oltre agli eroi Jedi che hanno fatto sognare più di una generazione, c'è un personaggio così ben caratterizzato che ha fatto del mistero, dell'incutere paura e del potere smisurato il suo marchio di fabbrica: Darth Vader o, come veniva chiamato un tempo nel nostro Paese, Dart Fener. Anakin Skywalker è probabilmente il personaggio più controverso dell'intera saga; mattone dopo mattone, è diventato il villain tridimensionale per eccellenza, dotato di una personalità che spesso oscura, per grandezza e importanza, quella dei protagonisti a lui contrapposti.
Da sempre, c'è chi è destinato a compiere grandi imprese e chi nasce per raccontarle. In questa direzione va l'impianto narrativo dei cinque capitoli che compongono la miniserie Star Wars: Darth Vader and the Cry of Shadows, scritta da Tim Siedell per i disegni di Gabriel Guzman, edita originariamente da Dark Horse. L'intera vicenda racconta l'eco delle gesta di Dart Fener filtrate dagli occhi di un individuo diametralmente opposto a lui che, nonostante faccia fatica a comprendere ciò che gli accade davanti, non può far altro che provare una totale dedizione alla causa incarnata dal Signore Oscuro dei Sith.
Quando oltre ai temi relativi strettamente all'utilizzo della Forza viene affrontato qualcosa che va oltre, come il concetto di identità e appartenenza, è difficile che gli autori di Star Wars cadano in fallo. Il lavoro di Siedell e Guzman è scomponibile in diverse fasi: la costruzione del mito, il primo contatto con esso, la presa di coscienza delle differenze tra realtà e fantasia, la scelta del singolo messa davanti alla verità.

Hock attraversa tutte queste fasi in modo estremamente credibile e trascinante, come un moderno Pinocchio che diventa un bambino vero, con il lettore che abbraccia il suo punto di vista attraverso un lunghissimo soliloquio che lo accompagnerà per tutta la durata della storia.
Dart Fener e il Pianto delle Ombre è sia un resoconto sognante sia la lucida analisi di una disfatta; in più illustra in modo davvero credibile il momento dell'autocoscienza da parte di un elemento anonimo di una moltitudine che diventa un singolo componente senziente. A livello simbolico, la crescita che porta un clone verso la propria identità seguendo le orme del più forte guerriero della galassia lontana lontana è un concetto estremamente potente. Parimenti, la costruzione iconica delle tavole, che ricorda molto i dipinti di battaglia dei secoli scorsi, aggiunge ancora più corposità a un prodotto tra i più interessanti e coinvolgenti nella lunga lista della lore di Star Wars.
La forza di Dart Fener e il Pianto delle Ombre è proprio questa: aggiungere il fascino del mito a qualcosa che sembrava già pienamente esplorato e svelato, restituendo la giusta potenza narrativa al racconto evocativo e al mistero derivante dal ricordo.
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