Diario di fiume e altre storie, la recensione
Coconino Press ristampa con una nuova copertina l'esauritissima antologia di Gipi Diario di fiume e altre storie...
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.
Una ventina di pagine, o anche una sola. Bianco e nero, o colori. Acquerelli, o biro.
Apre il volume Diario di fiume, l'episodio da cui prende il titolo, e infatti è la storia più riuscita: un viaggio in canoa di due amici, tra suggestivi paesaggi, discussioni e piacevoli sorprese. L'utilizzo dell'acquarello e la maggior attenzione nella rappresentazione degli scenari incontrati rende questo episodio una sorta di piccolo carnet di viaggio, del quale nelle ultime pagine avremo una chiosa sotto forma di un buffo retroscena.
Ci sono altre storie, come I due funghi o Il genio, quasi abbozzate a biro e narrate in prima persona; la naturalezza del racconto le fanno sembrare le pagine di un diario e si fatica a comprendere se siano episodi autobiografici o eventi di finzione. Lo stesso avviene anche per Appuntamento a Venezia, un'altro dei tasselli più riusciti di questa raccolta, in cui l'autore mette su carta un amore dolceamaro, intervallato da alcune scene piccanti; l'elemento erotico è presente anche ne La ragazza di plastica, altro fumetto di fine anni '90, dandoci un esempio di un approccio più esplicito dal quale poi il fumettista si è lentamente allontanato.