Echi Invisibili, la recensione
Abbiamo letto e recensito per voi Echi Invisibili, la graphic novel di Tony Sandoval e Grazia La padula targata Tunué
Alpinista, insegnante di Lettere, appassionato di quasi ogni forma di narrazione. Legge e mangia di tutto. Bravissimo a fare il risotto. Fa il pesto col mortaio, ora.
Baltus è un fotografo di talento, o meglio, era un fotografo di talento. Un trauma personale legato a doppio filo alla sua passione lo ha allontanato dalla professione e dall'arte della fotografia. Avrà perso la volontà e il desiderio di osservare il mondo e immortalarlo attraverso un obiettivo, ma ha conservato lo sguardo, la sensibilità dell'artista, la capacità di vedere e di leggere l'istante. Anzi, ora è in grado di farlo molto meglio: il dolore gli ha conferito l'abilità non solo di identificare il momento poetico, ma di leggerne anche lo scorrere, di sapere, osservando una persona, quel che le accadrà. La preveggenza di Baltus non è però gratuita né piacevole, accompagnata com'è da una forte depressione e dall'apparizione di una serie di demoni oscuri e minacciosi, che tanto lo guidano alla scoperta del futuro prossimo quanto lo perseguitano con scherni e presagi di sventura.
Tony Sandoval si conferma un autore abile nell'esplorare aspetti profondi ed estremamente personali della vita di tutti noi tramite storie di fantasia che, in questo caso, intrecciano strettamente l'aspetto mistico della narrazione con quello, ritratto con grandissimo realismo, dei sentimenti, delle aspettative e delle speranze dei personaggi. Il contrasto tra il mondo onirico e segreto di Baltus e la realtà che esso prefigura in modo infallibile è la chiave del fascino di Echi Invisibili, assieme alle notevoli tavole di Grazia La Padula, il cui stile è molto simile a quello di Sandoval stesso e accompagna alla perfezione le atmosfere della storia.
La graphic novel mostra invece i propri punti deboli nella costruzione della sceneggiatura. Il focus della narrazione è Baltus, vediamo gli eventi solo dal suo punto di vista e riusciamo a conoscere soltanto le sue ragioni e il suo dolore, anche grazie a dialoghi spesso ridotti all'osso. Ma non sempre tutto ciò ci è mostrato in maniera chiara e in modo da dare un senso compiuto alle scelte del protagonista. Scelte decisive nella definizione del suo personaggio e di cui, conoscendo assieme a lui il futuro, possiamo anticipare con una certa sicurezza gli esiti. Sandoval preferisce lasciare in sospeso alcuni aspetti della personalità di Baltus. Il risultato non è però una porta aperta lasciata al lettore, che può dare agli eventi l'interpretazione che preferisce, ma la sensazione di una mancanza di consistenza del protagonista.