Emilio Salgari e l'acqua portentosa, la recensione
Abbiamo recensito per voi Emilio Salgari e l'acqua portentosa, di Enrico Nebbioso Martini
Come talvolta accade nella riscrittura di fatti o personaggi storici realmente avvenuti o esistiti, i protagonisti della storia sono interpretazioni degli individui reali, con la conseguente sorpresa da parte del lettore nel trovare determinati personaggi in situazioni incredibili, rese ancora più assurde, in questo caso, da tecnologie sorprendenti e un pizzico di magia.
Un altro elemento che destabilizza un po' è la fitta alternanza di disegnatori in un esiguo numero di tavole, rendendo l'esperienza della lettura tanto varia quanto poco saporita, a causa dell'alternarsi di stili molto diversi tra loro.
C'è la curiosità di vedere come andrà avanti la rocambolesca storia (anzi, le storie); in più, osservando con la lente d'ingrandimento il tratto dei disegni e lo sviluppo dell'azione, viene da chiedersi se la l'intero arco narrativo si sposterà più verso il prodotto europeo o quello orientale, oppure ancora se gli autori decideranno di mantenere questa doppia natura delle storie.
Questo primo volume del progetto è una cornucopia d'informazioni e fantasticherie steampunk con una strizzata d'occhio a La Lega degli Straordinari Gentlemen, di Alan Moore e Kevin O'Neill. Potrebbe rappresentare tanto il buon inizio di una storia che ancora deve dare il meglio di sé quanto un capriccio (nel senso artistico del termine) volto a unire tutta una serie di riferimenti e di idee che, nel loro insieme, danno colore a una storia più lineare, utilizzata come struttura per divertirsi da parte degli autori.
Lo scopriremo leggendo il prossimo volume: Emilio Salgari e i Due Bisonti.