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Festa del Cinema di Roma 2026 - Il profilo dell’altra, la recensione: scomparire quando tutti vogliono apparire

Il profilo dell’altra è il nuovo film di Francesco Bruni, ambientato in una fredda Milano e nel mondo dei social media. Per lui è allo stesso tempo la continuazione di un discorso e un nuovo inizio. E anche il ritratto di una nuova eroina che mette in atto una resistenza.

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Luca, il protagonista di Scialla!, ha quindici anni. Cecilia, la protagonista de Il profilo dell’altra, ne ha diciotto. In fondo entrambi sono due liceali, sono quasi coetanei. Ed entrambi sono stati bocciati a scuola. Certo, sono lontani per ceto – Ceci è benestante, Luca viene da una famiglia normale - e provenienza geografica, lui è romano e lei è milanese. Sono diversi anche per indole, lui apparentemente sfaticato, lei iperattiva, e per prospettive, visto che lei è un’affermata content creator e lui non sa cosa fare nella vita. Per entrambi i genitori sono assenti. Allora Il Profilo Dell’altra, il nuovo film di Francesco Bruni presentato alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Grand Public e in uscita a febbraio 2027, permette allo sceneggiatore e regista di continuare un discorso già iniziato sui ragazzi, sul rapporto tra generazioni e sulle “strane coppie” che a volte si vengono a formare nella vita, un tipo di racconto che gli è particolarmente congeniale.

Allo stesso tempo, ll profilo dell’altra rappresenta uno stacco con la sua precedente produzione al cinema, un interessante nuovo inizio. Per la prima volta, per il grande schermo, Bruni mette in scena una sceneggiatura non originale: scritta da lui, è liberamente ispirata al romanzo Il profilo dell’altra di Irene Graziosi (pubblicato in Italia da Edizioni E/O). Una storia che ha evidentemente trovato nelle sue corde.

Antonia e Cecila, insieme per… social

Pilar Fogliati in una scena de Il profilo dell'altra - ©Chiara Calabrò

Antonia (Pilar Fogliati) è una trentenne che pochi anni fa ha pubblicato un libro molto apprezzato ma poi, senza una spiegazione, ha smesso di scrivere. Ora fa la cameriera in un bar di Milano. Cecilia (Ginevra Francesconi) è una diciottenne della Milano-bene, ma è anche una content creator con milioni di follower e una nonna elegante e severa (Raffaella Lebboroni) che la segue nella sua inarrestabile ascesa sui social. Quasi per caso, grazie al consiglio di un’amica, Antonia risponde a un annuncio di lavoro per fare la consulente di immagine di Cecilia: in pratica dovrà curarle i contenuti, suggerirle cose intelligenti da dire. Una sorta di ghost writer, ma per i social e gli eventi. Dovrà aiutare “la sua transizione da liceale a giovane donna”…

Una storia che raffredda le emozioni, ma solo all’inizio

È un nuovo inizio, Il profilo dell’altra, per Francesco Bruni. Da sempre legato a Roma, oltre che alla Livorno sua e di Paolo Virzì, si sposta in una Milano per lui inedita e si addentra in mondi nuovi, come le agenzie di comunicazione con i loro rituali e i loro linguaggi. E poi nel mondo dei social, con le loro dinamiche, il loro lato glamour, le loro regole e i loro valori. Avere sempre una posizione politicamente corretta sulle cose, sorridere sempre, perché “più ridi più sei felice e se vedi una persona che sorride sorridi anche tu”. Quella de Il profilo dell’altra è una Milano lucente, elegante e fredda.

E così anche Francesco Bruni, per raccontare questo ambiente, cambia stile. Elegante e raffinato nelle immagini e nelle inquadrature, all’inizio raffredda anche le emozioni e conquista più la testa che il cuore rispetto ad altri film e serie. Il cuore arriva dopo, quando cominciamo a capire che cosa c’è dietro questi due personaggi femminili. Ma Il profilo dell’altra non è il film che commuove apertamente, quanto una storia che intriga, fa pensare, si insinua. E non ti lascia facilmente.

Una commedia sentimentale (a modo suo)

Una scena de Il profilo dell'altra - ©Chiara Calabrò

La conseguenza è che il cinema di Bruni cambia genere. Se Paolo Virzì è considerato all’unanimità l’erede della Commedia all’Italiana, Francesco Bruni, suo fidato sceneggiatore, ha seguito quella strada a modo suo anche quando è passato alla regia, in maniera più delicata e sentimentale. Il profilo dell’altra non è quel tipo di commedia, e non ci piace neanche chiamarlo dramedy. È un tipo di commedia più europea, sentimentale ma a modo suo, più soffusa, sospesa. Quello che ci piace di Francesco Bruni è che mette in scena personaggi con pregi e difetti, protagonisti non completamente positivi, ma con cui riesce a entrare in empatia.

Uno sguardo ironico e affettuoso

Lo sguardo di Francesco Bruni è ironico e curioso, divertito e divertente. Bruni non guarda mai il mondo dei creator con sufficienza o dall’alto, con uno sguardo giudicante. È una cosa che viene dal libro e che il suo sguardo di regista asseconda. Cerca piuttosto di capire questo mondo, questa generazione, di capire Cecilia. A volte ha anche uno sguardo affettuoso, come lo aveva su Luca e la sua generazione in Scialla!. I social media sono solo la cornice di una storia che in realtà si rivela intensa, intrigante, man mano che le personalità, il passato, i segreti delle due donne vengono fuori.

Pilar Fogliati e Ginevra Francesconi come non le abbiamo mai viste prima

Una scena de Il profilo dell'altra - ©Chiara Calabrò

Se entriamo in empatia con Antonia e Cecilia è merito anche di personaggi al solito scritti meravigliosamente e anche meravigliosamente ripresi sullo schermo. Pilar Fogliati e Ginevra Francesconi non le abbiamo mai viste così. Pilar Fogliati, per tutta la prima parte, è spogliata dalla sua tipica aura e dalla sua grazia per tratteggiare un personaggio ruvido, a tratti scostante, che tira fuori l’umanità in un secondo momento. Anche Ginevra Francesconi, somaticamente in parte per il suo ruolo, nasconde un lato lontano dall’apparenza.

Le due attrici contribuiscono a portare sullo schermo due personaggi interessanti e sfaccettati. Ha sempre amato le donne, e le ha ritratte in modo speciale il regista di Livorno. Ma qui la novità è che sono le vere protagoniste e il film sposa un punto di vista femminile con grande sensibilità - la stessa con cui il regista mette in scena i loro corpi. In questo senso, le due attrici non sono state mai così sensuali prima d’ora.

Francesco Bruni e la resistenza

Se ci pensiamo, tutti i personaggi di Bruni sono dei piccoli grandi eroi, dal Beltrame di Scialla! al Bruno Salvati di Cosa sarà fino all’empatico Daniele di Tutto chiede salvezza. A loro modo mettono in atto una personale, insolita, onesta resistenza contro qualcosa. L’ultima eroina di Francesco Bruni è proprio l’Antonia di Pilar Fogliati, una giovane donna che, in un mondo in cui tutti vogliono apparire, sceglie di scomparire. In un mondo in cui tutti vogliono essere adulati, decide che non le interessa. In un mondo in cui tutti vogliono dire la loro, anche quando non ce n’è bisogno, sceglie di scrivere solo se ha qualcosa da dire. Quando tutti postano sorrisi falsi e smaglianti, lei non sorride. Diteci se non è resistenza questa.

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