Ghost Fleet - Il Convoglio fantasma, la recensione
Ghost Fleet è una lettura figlia degli action movie anni '90 che mette a nudo l'anima di Donny Cates
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.

Prima di diventare lo scrittore di cui tutti parlano, Donny Cates ha realizzato una serie di storie in cui le sue esperienze personali si mescolavano a mondi immaginari popolati da famiglie bizzarre, entità sovrannaturali e organizzazioni governative malvagie. Di quella fase abbiamo già avuto modo di leggere God Country (edito da Panini Comics) e ora, grazie all’attento lavoro di saldaPress, è la volta di Ghost Fleet – Il Convoglio fantasma.
Fate partire un vecchio disco dei Guns N’ Roses o qualcos'altro di estremamente selvaggio e gettatevi nella lettura: Ghost Fleet, titolo Image Comics originariamente pubblicato in forma di miniserie dalla Dark Horse, è stato concepito da Cates come il più classico degli action movie anni ’90. Gli elementi ci sono tutti: una coppia di protagonisti tostissimi legati da un vissuto comune drammatico, una società segreta disposta a tutto pur di tutelare i propri interessi, una figura femminile intrigante, chilometriche autostrade sulle quali dar vita a infuocati inseguimenti, eserciti armati fino ai denti e le suggestive ambientazioni texane a fare da scenografia.
Insomma, una cornucopia di aspetti ereditati dalla cultura pop di fine millennio che concorrono a creare quanto di meglio si possa chiedere a un fumetto di questo genere.
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"Una lunga sequenza di tavole dal taglio cinematografico che catturano l’energia del soggetto e ci offrono uno spettacolo tutto da ammirare."Con quest’opera torniamo agli inizi della carriera di Cates, quando già si intravedevano le peculiarità della sua scrittura: dall’utilizzo di luoghi comuni del sud degli Stati Uniti (Redneck) alla preminente componente action (Ghost Rider Cosmico), senza dimenticare quel tocco di esoterismo che avrebbe caratterizzato la maggior parte delle sue opere, siano esse concepite per etichette indipendenti (Babyteeth) che per le major (Venom).
In questo caso siamo di fronte a una storia articolata su due livelli: il primo ci conduce lungo un racconto elettrizzante; il secondo, più personale, alza il velo sull'emotività di Cates e sul difficile percorso che ha dovuto affrontare a causa dei traumi del suo passato.
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