Giù al nord (Bienvenue chez les Ch'tis)
Un dirigente delle poste viene trasferito per punizione nel famigerato nord della Francia. A sorpresa, si troverà bene. Incredibile fenomeno in Francia per una commedia poco convincente...
Recensione a cura di ColinMckenzie
TitoloGiù al nord (Bienvenue chez les Ch'tis)RegiaDany BoonCastKad Merad, Dany Boon, Zoé Félix, Lorenzo Ausilia-Foret, Anne Marivin, Philippe DuquesneUscita31 ottobre 2008
Il problema, però, è che osservando il film (in originale, sperando che la versione italiana sia soddisfacente), mi continuava a venire in mente un nome: Leonardo Pieraccioni. In effetti, di fronte ad un'idea di felicità così semplice (magari anche vera, ma un po' troppo facile), a un certo qualunquiasmo, a battute scontate e a risoluzioni di conflitti (già mosci in partenza) decisamente troppo rapide, l'autore italiano mi sembrava un bel punto di riferimento. Certo, c'è molto meno maschilismo rispetto ad alcune pellicole italiane e sicuramente Dany Boon gira meglio di tanti suoi epigoni nostrani.
Tuttavia, di fronte ad un inno così sfacciato all'armonia e alla fratellanza, che soddisfa chiaramente tutta la Francia da nord a sud, si rimane un po' perplessi. Ma le commedie non dovrebbero anche punzecchiare e dare un po' fastidio? O forse l'ecumenismo funziona benissimo, sia in Francia che in Italia (a guardare il botteghino, si direbbe proprio di sì)? Certo, alcuni momenti sono notevoli. La lunga sequenza in cui il direttore va in giro col postino a consegnare le lettere è fatta veramente bene ed è trascinante. Così come l'arrivo della moglie del protagonista nella città di questi 'cafoni' e la sua reazione sgomenta.
Insomma, un film che è riuscito a ricompattare i francesi, che lo hanno esaltato senza campanilismi. Per noi italiani, la 'soddisfazione' di non doverci sentire inferiori a certi prodotti. Ma non è certo una gran competizione...