Giuseppe Parini - Naufrago delle stelle, la recensione
Abbiamo recensito per voi Giuseppe Parini - Naufrago delle stelle, l'ultima fatica di Davide La Rosa
Alpinista, insegnante di Lettere, appassionato di quasi ogni forma di narrazione. Legge e mangia di tutto. Bravissimo a fare il risotto. Fa il pesto col mortaio, ora.

Giuseppe Parini non è il letterato più accessibile della storia della Letteratura Italiana. E nemmeno il più simpatico. Dopotutto, era uno che scriveva concettoso e duro, come avrebbero a dire alcuni, che faceva della ricchezza del gioco retorico un sinonimo di eleganza e che in una sua poesia raccontava approfonditamente, in più di cento versi, una sua caduta per strada a causa di una buca nella pavimentazione, anticipando di un paio di secoli i giornalisti locali che devono sempre inventarsi qualcosa per dir male dell'amministrazione comunale. Però, voleva educare i nobili fannulloni prendendoli in giro in satire che ne descrivevano le giornate oziose, facendosi beffe dei loro impegni da nulla, paragonati per scherno a fatiche immani e imprese quasi eroiche. Praticamente un dissing ante litteram.
C'è da ridere perché la consueta spregiudicatezza con cui l'autore tratta ogni materia, per trasformarla in uno strumento adatto a dire tutt'altro rispetto alle premesse e affermare concetti che gli sono cari con l'ironia tagliente che lo contraddistingue, è intatta. La satira e la parodia che accompagnano e completano le sue figure disegnate male (ma male da dio, per parafrasare Rocco Tanica), ci portano questa volta a valutazioni filosofiche sulla violenza nelle rivoluzioni, affidate a Parini che l'aborre e al suo assistente nello spazio: la testa fluttuante di Robespierre. Oppure, ci possono condurre a colti e puntuali appunti sulla natura della gioia e sul suo rapporto con l'ignoranza delle genti e delle masse, sui pericoli dell'oscurantismo, sugli eccessi di stimolo dell'emotività, a scapito della razionalità e della logica, di cui si nutre la comunicazione dei nostri tempi.
Non ci credete? Aprite Giuseppe Parini - Naufrago delle stelle, sfogliatelo e stupite. Così, vi renderete conto che dentro, oltre a tutto quel che abbiamo detto sinora, ci sono anche un sacco di trovate comiche gratuite, di scempiaggini da banco di scuola ben costruite, di corbellerie che stanno lì solo per essere spassose, e che non vi toccherà leggervi brani di L'innesto del vaiolo o La salubrità dell'aria. Per quanto La Rosa non si faccia sfuggire di farsi beffe anche di noi, professori di Lettere, mettendo in ridicolo il concetto di parafrasi. Maledetto.
Per tutti coloro che invece detestano le quattro linee e i tre scarabocchi che compongono gli stickmen, che mal sopportano i soli e le lune con occhi e bocca, che sono infastiditi dalle case e dalle vasche da bagno mobili Ikea che fanno capolino, o che si lasciano spaventare dai dialoghi a volte farraginosi dei verbosi personaggi, siamo rispettosamente spiacenti. Consolatevi con la parafrasi di Predaro i filistei l'arca di Dio.