Great Pacific vol. 1: Rifiuti!, la recensione
Recensione di Great Pacific vol. 1: Rifiuti!, esordio della serie targata Image Comics di Joe Harris e Martìn Morazzo portata in Italia da saldaPress
Alpinista, insegnante di Lettere, appassionato di quasi ogni forma di narrazione. Legge e mangia di tutto. Bravissimo a fare il risotto. Fa il pesto col mortaio, ora.
Una gatta da pelare non da poco per Chas, che ha fama di playboy fannullone ma, in realtà, guarda avanti. Forse troppo avanti. Ha progetti legati all'ecologia, vuole ripulire gli oceani dai rifiuti plastici, ha sviluppato un prototipo che converte il petrolio e i suoi derivati in vapore acqueo. Ma il consiglio d'amministrazione ha i piedi molto più a terra. Chas sa che non ne avrà mai l'appoggio e che gli metteranno i bastoni fra le ruote in ogni modo. Deve guadagnarsi un nuovo spazio di manovra.
Chas fa perdere le proprie tracce, si trasferisce sull'isola, la ribattezza (con discutibile gusto) New Texas e dà il via alle procedure che servono per farla riconoscere come nazione indipendente. Ovviamente il suo consiglio d'amministrazione, a cui ha incidentalmente rubato qualche miliardo di dollari, e il governo degli Stati Uniti non sono esattamente entusiasti. Ma Chas ha altri problemi, per ora. Deve esplorare la Chiazza, capirne la struttura, decidere dove si può costruire, come progettare la terraformazione, pianificare la nascita di una nuova patria, un nuovo continente pulito, ecologico, all'avanguardia, libero. L'ultima speranza per un mondo che non pensa al futuro e che rischia di autodistruggersi. Qualcuno deve pur farlo, no?
Queste le premesse di Great Pacific, fumetto seriale iniziato nel 2012 dallo sceneggiatore Joe Harris e disegnato dal cartoonist Martìn Morazzo. Ne abbiamo letto il primo numero, edito da saldaPress e in uscita proprio in questi giorni, ricavandone un'impressione non troppo convincente. L'idea di base senza dubbio originale di un intero continente fatto di rifiuti da trasformare in un vessillo di progresso e sviluppo sostenibile si declina nell'avventura solitaria di Chas che si addentra nelle sue terre aride di plastica per esplorarle da solo. Senza l'aiuto di nessuno, senza tecnologie di sicurezza, senza armi.
Una buona sorte che arride al giovane Chas in situazioni onestamente molto poco plausibili, in un fumetto che si propone come sostanzialmente realistico e che integra elementi soprannaturali in modo frettoloso. Ecco, la fretta è il principale difetto di Great Pacific - Rifiuti!, che racconta moltissimi eventi, nelle sue centosessanta pagine circa, senza spiegarne praticamente mezzo. Il che piacerà forse molto ad alcuni, ma a noi ha dato l'impressione di una fragilità narrativa evidente. Non mancano spunti di trama e temi interessanti nella storia confezionata da Joe Harris, ma le ragioni dei protagonisti, la direzione della vicenda, i rapporti fra i personaggi sono lasciati a se stessi, approfonditi meno del giusto.
Non abbiamo motivo particolare per amare Chas, come non c'è una ragione per detestarlo. Impossibile dire se le sue ragioni siano davvero nobili o dettate solo dal profitto. Non sappiamo se sarebbe disposto a negoziarle di fronte al pericolo oppure no. Finiamo per guardarlo senza troppa passione mentre sopravvive a situazioni disperate in modo un po' troppo rocambolesco per un giovanotto cresciuto tra i colletti bianchi. Sappiamo troppo poco di lui, del suo passato e di quello dei comprimari visti sin qui, per sentirci veramente coinvolti nella sua vicenda e per farci assalire dalla voglia di vedere come continua la sua storia.