Hit-Girl vol. 3: Roma, la recensione
Abbiamo recensito per voi il terzo volume di Hit-Girl, opera di Scavone e Albuquerque
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.
Per Dio se io fossi la rock star
Tutti a calci in culo e sarei sicuro
Proprio come mio papà.
Roma è il titolo del terzo volume di Hit-Girl pubblicato da Panini Comics, il quale raccoglie l’arco narrativo scritto da Rafael Scavone e disegnato da Rafael Albuquerque. Mantenendo invariata la sua natura itinerante, la testata dedicata al diavoletto in gonnella armato di katana prosegue la sua inarrestabile marcia con un'avventura sul suolo italico.
Cambiano i team creativi, cambiano le location ma purtroppo il risultato è sempre lo stesso: la nuova serie dell'ex spalla di Kick-Ass continua a non convincerci per l’estrema leggerezza con cui vengono imbastiti i vari storyarc. Partendo da un personaggio ormai ben cristallizzato nell’immaginario collettivo, Scavone si limita infatti a mettere in successione sequenze di scontro in cui la formazione militare e la creatività di Mindy finiscono per salvarla dalle situazioni più improbabili.
L’ambientazione viene utilizzata esclusivamente per estremizzare alcuni elementi tipici del Belpaese, in maniera tale da creare un clima grottesco e surreale. Dalla vespa alla cucina passando per l’attaccamento alla religione, tutto è funzionale a fornire la cifra stilistica di Hit-Girl: l’ennesimo assurdo cattivone e la sua banda di scagnozzi contro cui scaricare sciabolate e calci in culo in gran quantità.
Se siete alla ricerca di un fumetto che vi conquisti con il suo enorme tasso di adrenalina, con il suo black humuor e le gesta di una folle dodicenne in grado di tener testa a dei soldati armati fino ai denti, Hit-Girl è quello che state cercando. Se invece siete bramosi di appassionarvi alla storia di figure in grado di restarvi impresse, allora potete tranquillamente rivolgere il vostro sguardo altrove.
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