Idol A 1, la recensione
Il nuovo manga di Mitsuru Adachi incentrato sul mondo del baseball convince pienamente...
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.
Poi comincio a leggere il fumetto e ogni mio timore svanisce, vengo catturato dal racconto e dai personaggi, ricordandomi che nei manga di Adachi lo sport è sempre stato un pretesto e una cornice per raccontare la vita di un gruppo di studenti, tra amicizie e amori. E pochi sanno farlo con uno stile così delicato e poetico. Evidentemente il baseball è la passione del mangaka e se gli piace tanto metterlo in scena su carta, non credo sia un peso così grosso da sopportare per poter continuare ad emozionarsi con i suoi fumetti.
Arricchisce il volume una storia conclusiva realizzata a quattro mani da Adachi assieme a Rumiko Takahashi (Ranma ½, Inu Yasha) per il cinquantesimo anniversario di "Shonen Sunday". I due mangaka si alternano nel racconto autobiografico (e nel disegno) della loro infanzia, di come si sono appassionati al mondo del fumetto e di come le rispettive carriere si siano incrociate in alcune occasioni. Non si può considerare di certo una storia sensazionale, ma è un piacevole contenuto extra per i fan dei due autori.
La versione italiana di Idol A ad opera di Star Comics ha un prezzo un po’ elevato, con l’intenzione di proporre un’edizione di lusso solo per fumetterie. Una manciata di pagine a colori e la sovracoperta giustificano appena questa scelta, a fronte di una qualità della carta abbastanza mediocre.