Junky Cable, la recensione
Abbiamo recensito per voi Junky Cable, graphic novel di Claudio Avella edita da Shockdom
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.

Si intitola Junky Cable la graphic novel di Claudio Avella pubblicata da Shockdom nella sua collana Shock. Per la sua realizzazione, l’autore campano ha attinto a un ampio background al fine di dare forma e anima a una storia dichiaratamente cyberpunk che lascia affiorare tra i suoi solchi le più disparate influenze, dal manga al Fumetto erotico.
Tra complotti di folli politicanti, monaci guerrieri e cyborg equipaggiati con le più assurde tecnologie, Junky Cable conduce il lettore in un viaggio attraverso un mondo sconosciuto in cui l’uomo, la natura e la macchina si fondono per dar vita a scenari emozionanti e fortemente ammalianti. Avella ricalca gli stilemi narrativi tipici del cyberpunk: siamo in un futuro prossimo marcio e decadente in cui lo sviluppo ha abbattuto ogni barriera etica per controllare l’umanità. Multinazionali senza scrupoli manovrano città luminose dominate da grattacieli altissimi, mentre nei bassifondi umidi e sporchi la popolazione si barcamena tra violenza e malaffare. In questo contesto malato si muovono i nostri improbabili genitori, animati da un attaccamento viscerale verso ciò che la vita ha inaspettatamente donato loro.
Partendo da questo consolidato riferimento narrativo, i capitoli di Junky Cable si articolano su più livelli, ognuno dei quali è caratterizzato da una sfida finale che permette di accedere al successivo. Proseguendo nella lettura, le difficoltà – siano esse di natura fisica o psicologica – diventano sempre più grandi, raggiungendo il culmine nel finale travolgente. La buona gestione che l’autore attua delle diverse fasi del racconto riesce a imprimere un ritmo incalzante al tutto, evitando battute d’arresto o improvvise cadute di tensione.

Fantasiosa, a tratti psichedelica e con digressioni oniriche, l’opera di Avella si presta a un doppio livello di lettura: di primo acchito non si può che restare colpiti dall’adrenalinica costruzione della vicenda, ricca di colpi di scena e di trovate a effetto che infiammano le oltre cento pagine del fumetto; allo stesso tempo, però, spogliata la storia di ogni ammaliante sinuosità o di ipertecnologica bellezza, troviamo un cuore pulsante fatto di umanità, sentimenti familiari e legami di amicizia che travalicano le barriere del medium e conquistano per l’universalità dei temi trattati; niente di particolarmente originale o ricercato, ma, pur nella sua semplicità, la vicenda riesce a catturare l’attenzione e a scaldare il cuore del lettore grazie a un felice connubio tra azione e introspezione.
Grande risalto è dato alla componente artistica: grazie allo stile sinuoso di Avella, i corpi trasudano un erotismo mai volgare o fuori luogo, funzionale allo sviluppo del volume. La fisicità dei protagonisti e la prepotente espressività delle procaci figure viene catturata dallo storytelling fluido dell’autore, abile nell’imprimere grande vivacità e dinamismo alle sue tavole. Ogni pagina è condita con citazioni – divertivi a rintracciarne quante più possibili – che pescano a piene mani dalla cultura giapponese e, più in generale, dalla tradizione del Fumetto nipponico.