La memoria delle tartarughe marine, la recensione
Abbiamo recensito per voi La memoria delle tartarughe marine, graphic novel di Simona Binni

Chi vi scrive ha avuto la fortuna (rara e preziosa) di allontanarsi da adulto dall'enclave familiare, in una condizione di serenità economica tale da permettere di vivere il distacco sotto il profilo della volontarietà e non della costrizione per cause di forza maggiore.
La memoria delle tartarughe marine, di Simona Binni, volume della collana Prospero's Book di Tunué, è una graphic novel che attraversa in lungo e in largo quel solco che separa il concetto di "casa" dal resto del mondo, utilizzando quel confine come punto focale ed esperienza comune di vite molto diverse tra loro.
Giacomo, torna a casa in Sicilia dopo diversi anni, e per lui il naufragar è tutt'altro che dolce in questo mare. Il protagonista della storia ha un legame estremamente conflittuale con le sue origini, perché (come tanti) ha vissuto in modo poco naturale e fluido la separazione dalle proprie radici. A questo malcontento si somma il dover tornare forzatamente a casa a causa di un lutto familiare e, una volta lì, dovrà affrontare un problema ancor più grande e complesso lasciatogli in eredità dal defunto fratello.

L'autrice del libro sceglie di ambientare la vicenda a Lampedusa, luogo simbolo d'incontro e scontro politico, economico e sociale a livello internazionale, dove la linea d'orizzonte ha un peso specifico diverso a seconda del punto d'osservazione. La Binni, che non è affatto nuova al tema del passato e della memoria, fa maturare ancor di più il suo stile narrativo incrociando in una sola vicenda diverse vite con una naturalezza disarmante.
Ciascun gesto, ciascuna immagine o singola parola assume un significato riconducibile al concetto di incontro tra diversi, dove ogni individuo seduto attorno al focolare della condivisione offre agli altri la propria esperienza personale. Allo stesso modo, le tartarughe diventano immagine non solo di questo richiamo archetipico dalla terra al mare, ma anche viaggio di conoscenza verso il vuoto ignoto.
Proprio come i rapporti tra i personaggi, anche il passato in cui l'autrice cala i suoi personaggi non è cristallizzato nel tempo. Lampedusa è cambiata nei decenni come è cambiata la sua gente e l'atteggiamento verso gli estranei. Un nodo importante legato al mare, all'interno della trama, è sicuramente la natura duale dell'isola: a metà tra Italia e Africa, primo punto d'incontro tra due culture molto diverse tra loro, con l'immigrazione clandestina che diventa uno dei temi più profondi e complessi della storia.
Dal punto di vista della rappresentazione visiva, i personaggi e gli ambienti si muovono immersi in luci naturali morbide e affascinanti che oltre a rendere confortevole la lettura, definiscono in modo chiaro il profilo narrativo dei diversi luoghi, con colorazioni scelte ad hoc che incarnano le diverse nature intrinseche in conflitto tra loro.
Con questa graphic novel, non solo Tunué permette di esprimere un pensiero sociale condivisibile, umano e ben definito, fatto di apertura e accoglienza, ma porta sugli scaffali un libro maturo che difficilmente non resterà impresso nella memoria del lettore.
