La notte dell'oliva, la recensione
Abbiamo recensito per voi La notte dell'oliva, fumetto di Giulio Mosca pubblicato da ManFont
Va detto che Il Baffo non è definito dalle sue azioni ma dalle parole che rivolge a se stesso: il suo carattere, descritto come scostante e apatico, non trova quasi mai riscontro nelle scelte che compie, facendo risultare la storia carente di quelle premesse principali che descrivono la natura stessa del protagonista: senza un punto di partenza che lo definisca, è impossibile definire un cambiamento nelle abitudini del personaggio, così come pure un punto d'arrivo. Questo deficit mina l'empatia nei confronti del personaggio, rendendo difficoltosa la comunicazione emotiva tra autore e lettore.
L'anabasi nel corpo umano del protagonista arriva a un epilogo che, nella sua circolarità, spezza totalmente il climax lasciando l’amaro in bocca: l’intero viaggio, con tutte le esperienze che include, si rivela sostanzialmente inutile (o, quantomeno, non necessario), ricordando quel vecchio trucco narrativo che permette all'autore di inserire qualsiasi cosa all'interno della storia, consapevole che potrebbero non avere alcun impatto effettivo sul finale.
La notte dell’oliva non rappresenta nessuna unicità nella vita del personaggio principale, a parte l'aver mosso un passo fuori dalla sua comfort zone solo per poi tornarci immediatamente; azione che, forse, gestita diversamente e con maggiore consapevolezza, avrebbe portato a qualcosa di completamente diverso, magari a una storia davvero significativa per Il Baffo.
Quando anche lo straordinario viene ridotto a un esperienza come tante, il problema è a monte. Se non si coglie il motore stesso delle idee che spinge un autore a raccontare una storia, probabilmente va cambiato il modo di raccontare, imboccando strade più originali e con meno maniera. Le lacune della storia combinate al rifugiarsi nei luoghi comuni e all'assenza di narrazione e sintesi nel disegno (che mantiene una coerenza solo nella scelta dei toni blu, rosso e giallo) fanno pensare che, probabilmente, Giulio Mosca e ManFont abbiano fatto le cose un po' di fretta.
Era lecito aspettarsi qualcosa di più dal prodotto di punta della casa editrice torinese, proposto nella collana MF Project al fianco di 18 Days e Avatarex: Destroyer of Darkness di Grant Morrison.