Lackadaisy vol. 2, la recensione
ReNoir porta in Italia il secondo volume di Lackadaisy proseguendo le avventure feline di Tracy Butler
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.
Il secondo volume si è fatto attendere, ma finalmente è disponibile sugli scaffali delle fumetterie - anche se questa volta non possiamo vantarne l'anteprima mondiale - e chi aspettava da tempo di scoprire come proseguissero le avventure di Rocky e Freckle può finalmente tornare a immergersi nella versione felina dell'America del proibizionismo.
I disegni sono sempre eccellenti confermando l'elevata qualità del tratto della Butler e il fascino dei suoi gatti antropomorfi, al contempo cartooneschi ed eleganti. La ricchezza dei suoi ambienti viene valorizzata da una differente struttura della tavola, che gradualmente ingrandisce sempre più le vignette, riducendone il numero presente in ogni pagina; in questo è stato fatto un buon lavoro di rimontaggio delle tavole apparse originariamente su Internet in formato verticale e qui adattate al volume orizzontale in modo efficace, anche se si perde il concatenamento originale delle varie sezioni del fumetto.
Uno dei principali rimpianti del precedente capitolo era l'assenza del colore, che complicava in alcuni casi il riconoscimento di alcuni personaggi simili tra loro, mentre nelle illustrazioni a fine volume o in copertina si distinguevano chiaramente grazie alla diversa pelliccia. L'affascinante seppiato non manca in questo secondo tomo, ma timidamente iniziano ad aggiungersi alcuni colori che, una volta utilizzati, persistono anche nelle tavole successive, come se l'autrice avesse aggiunto gradualmente alcune tinte alla sua tavolozza. Questo accresce la varietà di atmosfere e toni che la serie può vantare, e ci auguriamo che tale processo prosegua sfruttando l'intero spettro cromatico; sarebbe uno stratagemma grafico originale e in grado di garantire un'evoluzione costante dell'opera.