L'Anello dei Signori, la recensione
Abbiamo recensito per voi L'Anello dei Signori, parodia de Il Signore degli Anelli realizzata da Carlo Cid Lauro e Roberto Megna
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.
I nostri improbabili eroi partono alla ricerca di un acquirente per l'Anello Magico, così da ripagare i debiti contratti con una banda di Orghetti, e in quest'avventura sono accompagnati dallo stregone Mago e dall'impavido cavaliere Jon Sgomento, ai quali si uniscono in seguito l'elfo dei boschi Bob Cappuccio e il nano Tyrchion Ballister. La compagnia deve sfuggire ai Nazigul, cavaliere nazisti al servizio del potente stregone Settemamauman e fedeli a Nasauron, il Naso della Torre di Mortorior.
A partire dal titolo del fumetto, ogni personaggio, luogo o riferimento subisce un'operazione di capovolgimento che, pur sortendo lo stesso effetto parodico, permette di ampliare lo spettro d'azione dei nostri e rifuggire da schemi già utilizzati in precedenza. Non va dimenticato che Leo Ortolani ha già prodotto una parodia dei film di Peter Jackson (Il Signore dei Ratti, omaggiata all'interno del volume) e gli autori, ben consapevoli, se ne tengono alla larga provando a demolire la mitologia fantasy seguendo un'altra strada. Dick & Cok, pur restando fedeli alla loro natura, rivivono in questa nuova ambientazione che convince per la qualità della scrittura e per l'indubbia conoscenza delle fonti, elementi alla base di ogni parodia che si rispetti.
L'Anello dei Signori non è un capolavoro, va detto: nonostante la buona volontà degli autori, alcuni passaggi risultano forzati, determinate sequenze poco ispirate e in generale l'opera risente di un'eccessiva lunghezza che va a inficiare il risultato finale.
In un periodo in cui strisce (e volumi) attirano con un dubbio umorismo non sense, l'attenta ricerca della battuta a effetto e l'accurato lavoro di due buontemponi, quali Lauro e Megna, si fa notare con piacere e con merito, regalandoci una lettura piacevole, scorrevole, di puro intrattenimento che, oltre a rimarcare l'ascesa di un genere letterario che ha vissuto per tanti decenni nell'ombra, ci fa guardare ai vari Frodo, Gandalf e Aragon con occhio sicuramente diverso. Dedicato a tutti quelli che vogliono ridere in modo intelligente.