Livewire vol. 1: Ricercata, la recensione
L'esordio di Livewire è una lettura piacevole grazie all'attento lavoro di costruzione psicologica dei personaggi
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.

Dalle ceneri di Harbinger Wars II sorge la prima serie dedicata ad Amanda McKee, meglio nota come Livewire. Cresciuta con gli insegnamenti di Toyo Harada, la psiota ha per anni fatto parte della squadra Unity prima di intraprendere una carriera in solitaria. Quando il Governo statunitense i ha dichiarato guerra agli esseri dotati di poteri, Amanda è entrata in azione generando un blackout che ha messo in ginocchio l'intera nazione.
Ricercata è il titolo del primo volume Star Comics della serie Valiant scritta da Vita Ayala (Age of X-Man: Prisoner X) per i disegni di Raúl Allén (Wrath of the Eternal Warrior). La storia parte forte, senza concedere troppo spazio a introduzioni: veniamo subito coinvolti nelle operazioni di salvataggio di Amanda e messi al corrente dei suoi piani.
Il ritratto che emerge da questo primo arco narrativo è soprattutto figlio di un lavoro di approfondimento notevole. Il merito della Ayala è quello di incentrare la vicenda sulla psicologia della protagonista - un personaggio estremamente conflittuale - e dei vari comprimari a discapito delle trovate sensazionalistiche; una scelta che paga in termini di coinvolgimento emotivo ed empatia.
L’attento lavoro della Ayala viene valorizzato dall’altrettanto valida prova di Allén, caratterizzata da uno stile sintetico e da una costruzione della tavola sempre originale, dove persino le onomatopee vengono sfruttate per creare soluzioni d’impatto.
Il brossurato dell’editore perugino è inoltre arricchito da corposa sezione dedicata alla genesi dell’opera e all’approfondimento dei temi trattati, con tanto di gallery.
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