Looking for Eric - La recensione
Un postino depresso viene aiutato a rimettersi in piedi grazie al fantasma di Eric Cantona. Prima parte molto interessante, seconda decisamente meno per la nuova commedia di Ken Loach...
Recensione a cura di ColinMckenzie
TitoloLooking for EricRegiaKen LoachCast
Steve Evets, Eric Cantona, Stephanie Bishop, Gerard Kearns, Stefan Gumbs, Lucy-Jo HudsonUscitaAutunno 2009
Questo Looking for Eric, va detto subito, è decisamente un passo avanti per chi, come me, aveva odiato la rozzezza de Il vento che accarezza l'erba e non era rimasto troppo convinto dall'oscurità, seppur più interessante, di In questo mondo libero. Qui, si ritorna invece a una certa leggerezza agrodolce, fatta di storie semplici e solo apparentemente minimaliste, temi che hanno dato vita ai migliori lavori di questo regista.
La prima parte in questo senso è decisamente molto interessante. Loach è veramente bravo a creare il clima giusto, descrivendo Eric Bishop, un uomo in crisi come potrebbe essere ognuno di noi, in maniera molto accurata. Ed è interessante vedere il sistema con cui, dopo due minuti di film, il regista rende avvincente una scena con un budget evidentemente ridotto e che non consente sequenze spettacolari.
Sarà un caso (non credo), ma il film inizia a calare vistosamente nel periodo in cui King Eric manca per più tempo. E' lì che la pellicola prende una strada poco attesa e che in teoria sarebbe anche interessante. Peccato che il personaggio del villain sia abbastanza assurdo (ma è un boss o un buffone? Entrambe le cose si direbbe...), così come soprattutto sia assurda la vicenda che collega la sua storia alla famiglia del protagonista.
Per il resto, Loach stenta a creare un cast di supporto all'altezza delle sue opere migliori. Non è tanto questione di attori, quanto di personaggi che non emergono come dovrebbero e potrebbero. Di sicuro, qualsiasi cosa si pensi delle idee di Loach, qui nel finale non c'è il coraggio di Piovono pietre e Riff Raff. Così, tutto si risolve fin troppo facilmente e bonariamente. Decisamente, era meglio quando quando Loach era più incazzato e non aveva paura di rischiare...