FILM

Mayday, la recensione: gli anni Ottanta, Top Gun, Springsteen… quando amavamo l’America

Le nostre considerazioni sul nuovo film con Ryan Reynolds, disponibile su Apple TV.

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Il 19 luglio del 1988 Bruce Springsteen tenne un concerto a Berlino Est, al velodromo di Weißensee. Il muro doveva ancora cadere, era ancora la DDR, ancora sotto l’influenza dell’Unione Sovietica, anche se tirava già aria di Perestroika. Fu un grande evento di rock’n’roll e di anelito alla libertà per tante persone. Sì, al di là della cortina di ferro, pur indottrinati contro una musica e una cultura definiti “decadenti”, c’erano centinaia di migliaia di persone che sognavano l’America, l’Occidente. E per questo, per quanto fantasioso, è in fondo plausibile che, nel profondo della Russia, ci potesse essere un uomo, Nikolai Ustinov, che ascolta Bruce Springsteen e sogna l’America. E, in segreto, guarda e ama Top Gun. Che sia un ex KGB rende tutto ancora più fantasioso e divertente.

È lo spunto di Mayday, il nuovo film Apple Original con Ryan Reynolds e Kenneth Branagh, in streaming su Apple Tv dal 4 settembre. Siamo negli anni Ottanta, e vedere oggi un film di questo tipo fa venire in mente molte riflessioni. Perché in quegli anni, come i ragazzi di Berlino Est, in tanti vedevamo l’America come un sogno, come una terra ideale e di ideali, con la sua musica, con i suoi film, con i suoi modelli, la sua cultura. Oggi è cambiato tutto. Ed è anche questo uno dei significati di questo film. Che è da vedere soprattutto perché fonde commedia e azione con risultati spassosi.

C’era un ragazzo che come noi amava Springsteen e Top Gun

Siamo nel 1987, 40 anni dopo l’inizio della Guerra Fredda. Ma anche un anno dopo l’uscita di Top Gun. Al centro di Mayday c’è proprio un Top Gun, un pilota della Marina statunitense, il tenente Troy "Assassin" Kelly (Ryan Reynolds), che viene inviato in una missione top-secret in territorio russo. Quando l'operazione fallisce, lasciandolo bloccato oltre le linee nemiche, viene trovato da Nikolai Ustinov (Kenneth Branagh), ex agente del KGB con una passione per la cultura americana. Tra i due nasce un legame che potrebbe rappresentare la salvezza per entrambi. E così Troy gli chiede di provare a “cavalcare nella Danger Zone”...

Tu vuoi l’America

Sì. Se Sting cantava “spero che anche i russi amino i loro bambini”, è probabile che ci siano stati molti russi che possano aver amato la cultura americana. E così il nostro Nikolai, spassoso proprio in quanto evocazione perfetta del sentimento del contrario, guarda Top Gun da una cassetta pirata e immagina che tutti gli americani siano come Maverick e Goose, solidali e leali. Ascolta all’infinito una musicassetta di Bruce Springsteen, l’album Born In The USA (e ci fa sentire così, in maniera diegetica, Dancer In The Dark, I’m On Fire e Downtown Train). Il discorso che stiamo facendo è un sottotesto, certo.

Forse non è voluto ed è solo un discorso di citazioni e di nostalgia. Ma, guardando Mayday, è impossibile non pensare a quanto fosse influente, dominante, centrale nel mondo la cultura americana negli anni Ottanta, e anche nei decenni precedenti e seguenti, e quanto siano stati fondanti (anche propagandati, certo) per intere generazioni, alcuni dei valori di quell’America. Ed è impossibile non fare un confronto con quello che è diventata oggi, una cultura non più così centrale, e impossibile da scindere dall’idea attuale che abbiamo dell’America. Che è davvero lontana da quella di un tempo.

Gli anni in cui cadevano i muri

“Anni ballando ballando Reagan Gorbaciov” cantava Raf in Cosa resterà degli anni Ottanta. Ci sono anche loro come convitati di pietra in questo film. Ronald Reagan appare in tv, Gorbaciov in delle effigi issate negli uffici dei Politburo. I loro discorsi, e quelli di altri politici, vengono evocati in un sagace scambio di battute tra i due protagonisti. Se l’America non è quella di un tempo non è solo una questione di cultura, ma anche e soprattutto una questione politica. E allora Mayday non è solo nostalgia di Top Gun, Rocky IV e di un cinema che non si fa più. Ma sembra essere soprattutto nostalgia per un’era, quella della fine degli anni Ottanta, in cui i muri stavano per cadere e sembrava si stesse andando verso una lunga era di pace duratura.

Il confronto con i giorni che stiamo vivendo è impietoso. E c’è anche questo dietro il divertimento di Mayday. Alcune battute non sono certo messe a caso. Nikolai dice “so che da voi ogni cosa è possibile” riferendosi all’America, una frase che suona quanto mai beffarda. E, a al suo nuovo amico americano, a proposito di ospitalità, chiede: “se qualcuno in difficoltà bussa alla tua porta, in America, tu lo lasci entrare?”. Ogni riferimento non sembra affatto casuale. Non sono affatto state perfetti USA e URSS in quegli anni. Ma oggi viene quasi voglia di rimpiangerli. 

Come Maverick e Goose

Tutti questi sono i sottotesti di un film che mescola action, commedia, metacinema, che fonde Spie come noi a Top Gun e Atomica Bionda, per l’atmosfera da Guerra Fredda e le scazzottate estetiche e irreali, da fumetto o videogame. Insieme ad Atomica Bionda, Red Sparrow, e anche alcuni momenti di Stranger Things, Mayday rientra in un filone che rilegge con ironia, e con la giusta distanza, un certo cinema di spionaggio e azione degli anni Ottanta. Mayday è anche un tipico buddy movie, una storia di amicizia tra due uomini che non sono certo Maverick e Goose, ma che potrebbero diventare uno l’ideale copilota dell’altro. Senza fare l’errore di Maverick: quello di non dirsi le cose e vivere nel rimpianto.

Apple Tv, qualità e spettacolo

Se Mayday è un film riuscito lo si deve anche all’interpretazione degli attori. Ryan Reynolds attraversa tutto il film con un’espressione tra il serio e il faceto, evocando il senso di pericolo e la credibilità del suo personaggio, ma allo stesso tempo non prendendosi mai completamente sul serio, dettando il questo senso il tono del film. Il suo negativo è Kenneth Branagh, che per tutto il tempo ostenta un’espressione impassibile, che è il tratto distintivo che deve avere il suo personaggio, per poi sciogliersi alla fine. È interessante vedere come un attore irlandese, complici la sua bravura e i suoi tratti somatici, sia ormai abbonato a ruoli da russo (vedi anche Tenet). Apple Tv, che produce insieme a Skydance, continua a dare vita a film altamente spettacolari.

Mayday è carico di azione e colpi di scena (il finale è in crescendo) e di comicità di situazioni. Un film di questo tipo, un tempo, sarebbe andato direttamente al cinema, sul grande schermo. Ai tempi di Top Gun. Se potete, vedeteli in sequenza, Mayday e Top Gun. Ma attenzione a non vedere il film con Tom Cruise in una copia pirata. Altrimenti potreste incorrere in qualche inconveniente, e a qualche “buco” di trama…

 

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