MeCha Guevara, la recensione
Abbiamo recensito per voi MeCha Guevara, graphic novel di Andrea Tridico edita da ManFont
Ciò che all'apparenza potrebbe apparire come l'ennesima rivisitazione in chiave ironica di un personaggio storico è in realtà un lavoro complesso e interessante che, all'interno di una storia a fumetti di carattere prettamente umoristico, propone una lucida analisi della contrapposizione tra Comunismo e Capitalismo che ha caratterizzato la seconda metà del Novecento.
A metà tra divulgazione e fantasia, i toni della vicenda sono quelli caratteristici dei comics americani che hanno come protagonisti i super eroi, una delle apoteosi dell'entertainment. Anche il fulcro alla base del fumetto è tra i più ricorrenti: l'eroe che viaggia nel tempo per salvare il mondo, percorso che in questo caso specifico è dovuto all'aver visto il suo volto diventare un'icona pubblicitaria stampata su una t-shirt.
L'intero racconto è costellato di riferimenti - più o meno velati - alla storia mondiale del secolo scorso, con la figura del MeCha Guevara che si adopera per riportare il mondo sulla retta via. Ispirato visivamente all'Uomo d'Acciaio di Superman: Red Son, miniserie DC Comics di Mark Millar, Dave Johnson e Kilian Plunkett, questa iterazione di Ernesto Guevara surclassa l'alleata Super Internazionale Socialista per poi battersi contro diversi nemici, tra cui Margaret Thatcher, che per l'occasione diventa letteralmente una Iron Lady, e la Justice League of Atlantic Treaty guidata da Ronald Reagan.
D'altro canto, il gran numero di riferimenti testuali e visivi finiscono per appesantire la storia togliendo forza alla missione del protagonista, che viene sommersa dalla grande quantità di citazioni, le quali talvolta appaiono più interessanti in quanto tali piuttosto che all'interno della vicenda.