Minivip & Supervip - Il Mistero del Via Vai, la recensione
Abbiamo recensito per voi Il Mistero del Via Vai, la seconda avventura di MiniVip e Supervip
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.

Alla fine degli anni '60, nei cinema italiani uscì Vip - Mio Fratello Superuomo, il secondo lungometraggio animato diretto da Bruno Bozzetto che, molto prima de Gli Incredibili di Brad Bird, presentava un'atipica famiglia di super eroi di rosso vestiti. I protagonisti erano due fratelli quasi agli antipodi: Supervip è muscoloso, potente e in grado di volare, mentre Minivip può a malapena svolazzare a pochi centimetri da terra ed è un individuo mediocre, un po' Fantozzi e un po' Woody Allen, o per rimanere in campo supereroistico, tra Rat-Man e Medioman.
Supervip passa le giornate sul divano, dopo essere stato lasciato dalla sua ragazza; Minivip, invece, sta per diventare padre - la sua fidanzata Nervustella è in dolce attesa - quando trova casualmente due strani apparecchi dotati di abilità straordinarie: il Via Vai è uno strumento a forma di torcia in grado di teletrasportare un individuo in un qualunque luogo della galassia, mentre il Superpotere è una sfera che riesce a compiere le azioni normalmente svolte dai diversi elettrodomestici terrestri, senza però sfruttare alcun tipo di energia. I due oggetti provengono dal pianeta Sparky, dove la gigantesca matrona Fertile Sempiterna comanda come un'ape regina tutti i suoi figli; le centinaia di uova in attesa di schiudersi, però, necessitano di un luogo più confortevole per farlo, perciò l'aliena sta pianificando l'invasione del pianeta Terra.
Se il lungometraggio era una divertente sguardo satirico sulla società dell'epoca, questa graphic novel racconta una vicenda ecologista, raffigurando un pianeta Terra trasformato in una nube di smog, a causa dell'abuso di automobili. L'ironia permea tutta la vicenda, anche grazie a un buffo gorilla divo del cinema e a una serie di scagnozzi pasticcioni, il che dà luogo a un prodotto adatto a tutte le età.
Tra suggestive doppie splash page e un'avvincente finale, Il Mistero del Via Vai riesce a risultare epico, facendo in parte rimpiangere il fatto di non poter vedere questa storia muoversi sul grande schermo. Bozzetto e Panaccione hanno però fatto un ottimo lavoro nel darle vita su carta, realizzando un fumetto fruibile anche a chi non avesse visto il film originale (nonostante un paio di strizzate d'occhio autoreferenziali).
