Monsters & Co. 3D, la recensione
Presentata qualche giorno fa al Future Film Festival la rimasterizzazione 3D di Monsters & Co., in arrivo in Italia a giugno...
Monsters & Co. può certamente essere annoverato tra le migliori produzioni di casa Pixar, vi si rintraccia quel particolare spirito che forse nei film d'animazione più recenti della compagnia statunitense si è un po' perso, una magia che deriva dalla capacità di saper raccontare storie intriganti, tramite personaggi carismatici, incentrate su temi affascinanti, sensazioni comuni che vengono rielaborate e sulle quali sono costruite vicende bizzarre ma dense di significato.
Il fim passa attraverso una serie di fasi tutto sommato prevedibili, tipiche delle produzioni d'animazione, uno svolgimento che per la maggior parte della sua durata fa affidamento sulla simpatia travolgente dei due mostri protagonisti e sulla dolcissima goffaggine della piccola Boo per catturare lo spettatore, farlo ridere e divertire, tocca il classico momento riflessivo nel terzo quarto della pellicola e si conclude con un ingegnoso finale pieno d'azione e naturalmente a lieto fine. Tutto quello che ci si aspetta avviene, ma non è un problema, impegnati come si è a ridere per le sensazionali trovate umoristiche delle quali il film è pieno; il valore aggiunto del film però, come in quasi tutta la produzione Pixar, è la sensibilità con la quale sono toccati certi argomenti, l'efficacia empatica di determinate scene, la capacità di toccare corde anche profonde con semplicità, attraverso magari un solo sguardo di quello che è un pupazzone animato. Maestria tecnica, ineguagliabile al tempo e perfettamente al passo ancor oggi, ma anche profonda cura e attenzione verso ciò che si vuole trasmettere e nel metodo per farlo.
Se si torna oggi a parlare di Monsters & Co. è per la riedizione in 3D del film Pixar, che dovrebbe aprire la strada a Monsters University, prequel ambientato diversi anni prima delle vicende del primo film, quando James e Mike erano studenti universitari, ovviamente membri di una confraternita.
A cura di Fabio Canonico