Ninja-K vol. 3: Fallout, la recensione
Il terzo volume di Ninja-K conferma la bontà del ciclo di Christos Gage e prepara il terreno per gli sviluppi futuri
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.

"In fondo sei un brav’uomo Colin. Ma in questo mondo devi lottare per rimare tale." Con queste parole (e un bacio), la psiota Livewire saluta un provato Colin King, meglio noto come Ninja-K.
Continua a convincere la run di Christos Gage sul personaggio: nei tre volumi fin qui pubblicati da Star Comics, King è stato protagonista di una crescita notevole, tanto che nel finale di Fallout, lo troviamo radicalmente cambiato e deciso a tener fede al consiglio datogli da Livewire. Una variazione di status quo netta che non dovrebbe stupire, considerando gli accadimenti che in quest’ultimo anno hanno minato le certezze di Ninja-K.
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Da fredda e infallibile arma al servizio dell'intelligence britannica, Colin è diventato più umano, lasciando emergere un lato emotivo fin qui inedito; ora le sue priorità non sono più legate alla sola sfera materiale ma proiettate alla costruzione di rapporti personali basati su sentimenti reali. Armato di piccone, Gage ha distrutto il vecchio Ninja-K per consegnarcene uno nuovo, una figura più profonda e tridimensionale, in cui però ritroviamo il personaggio degli esordi grazie al suo caratteristico modus operandi.
Dopo Thomas Giorello e Juan José Ryp, tocca a Larry Stroman e Roberto De La Torre occuparsi dei disegni. Poco convincente la prova dell’artista americano, caratterizzata da anatomie imprecise e scarsa definizione dei personaggi. Fa decisamente meglio il fumettista spagnolo: il suo tratto asciutto accompagna la narrazione con tavole sempre precise ed esplosive, rese ancor più d'impatto dai colori di José Villarrubia, perfetti per enfatizzare il mood drammatico della storia.
Attendiamo con curiosità la pubblicazione del prossimo volume, che si preannuncia ricco di sorprese per questo eroe ormai in grado di tener testa a pezzi da novanta come X-O Manowar e Bloodshot.