Nowhere Men Volume 1/A: Destini peggiori della morte, la recensione
Abbiamo recensito il primo volume di Nowhere Men, serie Image Comics edita in Italia da saldaPress
La scienza è il nuovo rock 'n' roll.
È con questo motto, ricorrente per tutta la lettura, che si può riassumere la natura intrinseca di Nowhere Men, nuova serie Image Comics scritta da Eric Stephenson e disegnata da Nate Bellegrade, che arriva finalmente in Italia grazie a saldaPress.
Ma Nowhere Men non è solo la storia di quattro scienziati e della loro missione, poiché nel giro di poche pagine ci troviamo proiettati in un futuro prossimo (rispetto all'inizio della narrazione) che ci mostra che le cose sono andate... a rotoli! Difatti nel gap che intercorre fra la genesi della World Corp. e ciò che avviene dopo, la situazione è finita dalle proverbiali stelle alle altrettanto note stalle. Cosa è avvenuto dopo? Un tremendo virus, la cui origine sembra avere più di qualcosa a che fare con i quattro scienziati e la loro azienda, ha contagiato una dozzina di soggetti, rinchiusi in una stazione spaziale in orbita attorno alla Terra: qualora il virus, i cui effetti si manifestano in un radicale quanto imprevedibile mutamento del genoma umano, riuscisse a giungere sul nostro pianeta, le cose si farebbero molto molto serie. I misteri e i segreti, oltre che il futuro della razza umana, ci verranno svelati a poco a poco.
Leggere oggi un fumetto Image si rivela quasi sempre essere una valida scelta, dato che la casa editrice statunitense sembra saper carpire al meglio i trend del momento. In alcuni casi, ci troviamo persino di fronte a spettacolari, quanto inaspettate, sorprese: è questo il caso di Nowhere Men, senza "se" e senza "ma".
L'originalità di Nowhere Men sta però nel partire da un ipotetico punto A, comune a tutti i progetti di questo tipo, per giungere a un punto B descrivendo una traiettoria assolutamente variabile e imprevedibile, ricca di twist narrativi, cliffhanger e contaminazioni di altri generi: perché questo fumetto non è solo science fiction, ma anche crime, drama, con una manifesta strizzata d'occhio al genere supereroistico odierno.
Vera e propria chicca del fumetto è inoltre cercare il più possibile di acquisire realismo all'occhio del lettore: ciò avviene con un espediente narrativo che vede fittizi articoli di giornale, teaser, pubblicità (persino una locandina cinematografica!) intervallarsi fra le pagine della narrazione vera e propria. Questo artificio narrativo, oltre a rendere Nowhere Men una delle letture più originali e affascinanti di questo 2014, crea una sorta di implicito gioco mentale fra gli autori e i lettori che porta a considerare la storia come un gigantesco "what if" della Storia (questa volta con la lettera maiuscola) così come la conosciamo.
Ai disegni, Nate Bellegarde compie un lavoro altrettanto efficace, confezionando, pagina su pagina, una storia dal taglio visivo chiaro, aggressivo e attraente che seduce facilmente il pubblico, rendendo la lettura ulteriormente piacevole e fluida: il merito principale dell'artista è quello di rendere il fumetto totalmente accessibile ai lettori.
In conclusione, Nowhere Men non è semplicemente un fumetto, ma un viaggio misterioso quanto affascinante nel quale ci si tuffa di testa: riuscire a scoprire qualcosa di talmente innovativo e coinvolgente è sempre motivo di estasi. Questo fumetto è una scheggia impazzita, una vera e propria mina vagante, nel palinsesto dei comics "Made in The USA".