Orfani - Terra 2: Seminare tempesta, la recensione
Seminare tempesta è il secondo, imperdibile episodio della quinta stagione di Orfani: Terra
Classe 1971, ha iniziato a guardare i fumetti prima di leggerli. Ora è un lettore onnivoro anche se predilige fumetto italiano e manga. Scrive in terza persona non per arroganza ma sembrare serio.
In questo episodio di Orfani - Terra facciamo la conoscenza di Miranda, la misteriosa fanciulla apparsa nel numero precedente e mostrata in primo piano nell'allusiva copertina di Gipi.È lei che in Dalla cenere ha giocato un ruolo fondamentale nella fuga di Cain, Max, Bug, Fango e Rat dal campo di schiavisti in cui erano trattati come bestie; ed è ancora lei, in Seminare tempesta, a offrire loro un rifugio stupefacente in mezzo alla desolazione delle terre morte: il Giardino.
Il titolo dell'albo, tuttavia, lascia presagire che il piano che i nostri cinque piccoli eroi hanno in mente non sarà certo una scampagnata. Lo spietato carceriere noto come lo Sceriffo è a caccia con i suoi uomini, in attesa di una traccia, di un passo falso, e ha tutta l'intenzione di far pagare ai ragazzi l'oltraggio subito.
A Emiliano e Matteo Mammucari si aggiunge ai testi Giovanni Masi, sceneggiatore messosi in mostra con la terza stagione della saga, Nuovo Mondo. Il team creativo, completato da due artisti collaudati di Orfani come Luca Genovese alle matite e Luca Saponti ai colori, garantisce e amplifica quella freschezza narrativa rilevata già nel primo albo di questa nuova storia: sequenze fluide, ritmo e regia da action movie, e personaggi definiti e convincenti si confermano essere gli ingredienti che danno sapore e corpo a Orfani - Terra.
Con Terra, gli adolescenti sbandati e segnati dalla vita sono tornati protagonisti: vivere senza genitori è, in fin dei conti, il dolore più accettabile quando eventi giganteschi hanno confezionato per loro un destino apocalittico. Ma ci siamo abituati a gioire e a sprofondare nel baratro con loro, ad angosciarci per la sorte che li attende. E non riusciamo ad accettare di poterli perdere.