Penny Dreadful 1x08 "Grand Guignol" (season finale): la recensione
Ultimo episodio per Penny Dreadful, ecco come si conclude la stagione
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Dopo la salvezza in extremis di Vanessa nello scorso episodio, il gruppo si proietta verso il salvataggio di Mina dalla creatura demoniaca che l'ha sedotta e portata via. In attesa di vederne gli sviluppi, la prima parte dell'episodio conclude agevolmente con una serie di scene decisive tutte le strade rimaste aperte. E non si può dire che gli esiti siano sorprendenti. Che Brona sarebbe morta era cosa ovvia da settimane, e già nelle recensioni precedenti avevamo ipotizzato, come moltissimi spettatori, che l'avremmo rivista sotto forma di moglie della Creatura. Così puntualmente avviene. Dall'altra parte anche Chandler, che in conclusione di puntata si rivela per l'uomo-lupo che è sempre stato (qui era ancora più semplice, la stessa opening ci mostra l'accostamento da settimane). Svolte talmente "telefonate" che è quasi difficile considerare come colpi di scena mancati. In fondo la scrittura di John Logan si è mossa su altre strade finora, quindi anche in questo caso potremmo credere che non fosse davvero sua intenzione sorprenderci quanto confermare delle impressioni che un po' tutti avevamo avuto.
E solo la morte a unire il gruppo che infine giunge al teatro dove Mina è tenuta prigioniera (un'altra svolta facilmente intuibile dal finale della scorsa puntata). Anche qui la risoluzione arriva puntuale e decisa. L'imprecisato signore oscuro si rivela più semplice da abbattere del previsto, e pochi istanti dopo lo segue anche la stessa Mina, incapace di abbandonare la forma oscura assunta, che viene uccisa da suo padre Malcolm. Ora, che la morte della ragazza fosse nell'aria è chiaro. Se ne era parlato nel finale di Closer than Sisters e in altre occasioni, compresa una in questo stesso finale. Tuttavia il cambiamento di intenzioni di suo padre, che ha consacrato gli ultimi anni a ritrovarla e sembrava fermamente ostinato a salvarla, sembra scontrarsi con l'improvvisa rassegnazione di fronte al suo rifiuto di tornare normale. Senza andare lontano, la condizione di Vanessa in Possession non sembrava tanto migliore.
In ogni caso, questa era la prima stagione Penny Dreadful. Storia di un gruppo di personaggi impossibili trafitti ad ogni passo dal senso di colpa per qualcosa, di padri, come Frankenstein o Malcolm, che provano pietà e dolore per i loro figli e che soffrono nel vedere come i propri peccati siano ricaduti su di essi, di figli, come la Creatura, Mina, Vanessa, forse anche Ethan, che fuggono da se stessi e da ciò che sono. I creatori e le creature quindi, come la scrittura colta della serie ci ricorda in un ultimo slancio nel quale, in un parallelismo con il Paradiso Perduto di Milton, il "luciferino" Caliban soffre e invidia gli umani eletti e odia con tutte le sue forze il creatore che lo ha messo al mondo.
Penny Dreadful ha ampiamente vinto la sua scommessa. Abbiamo visto una delle migliori nuove proposte dell'anno, affascinante, colta, tecnicamente impeccabile, carica di tematiche, probabilmente non per tutti. Un prodotto che ha avuto il coraggio di distinguersi e di imporre la propria identità, e che ci mancherà sicuramente.