Picnic a Hanging Rock 1x02: la recensione
Tema centrale, seppur non dichiarato, dell'episodio è l'inganno, sia esso interno al racconto o teso allo spettatore che viene portato su una falsa pista. Mentre la comunità allarmata passa le ore tra sterpi e scabre pietre alla ricerca delle giovani scomparse, Michael sembra sviluppare un interesse del tutto particolare verso la figura di Miranda. Il furto - se così si può definire - di una calza nera appartenuta alla ragazza, ritrovata sul luogo della scomparsa e opportunamente occultata all'occhio non troppo vigile della polizia, ci porta inizialmente a pensare che il rampollo dei Fitzhubert nasconda l'oggetto vedendovi un souvenir sensuale per i suoi momenti di solitudine.

Scopriamo così che Mike è stato allontanato dall'Inghilterra perché macchiatosi di attenzioni inopportune nei confronti di un compagno di studi, un'onta che la famiglia spera di poter lavare con un conveniente e subitaneo fidanzamento; ma, a pochi metri dal sontuoso ricevimento organizzato dallo zio, il giovane non resta sordo al richiamo della natura, alla voce ferina che gli ricorda la sua vera essenza. Dinnanzi alla nudità dell'aitante stalliere Albert (James Hoare), le pulsioni represse tornano a galla, scatenando nel ragazzo una serie di interrogativi su se stesso e acuendo l'empatia nei confronti della scomparsa Miranda.
In un efficace flashback, la stessa fanciulla ci viene mostrata al rientro da una delle sue numerose escursioni notturne: la punizione corporale l'attende, sotto forma di impietose bacchettate sulle dita inferte da Miss Dora. Quella notte, le compagne Marion (Madeleine Madden) e Irma (Samara Weaving) l'aiutano a spogliarsi in una svestizione che assume la forma d'un rituale ancestrale; in quest'occasione, un breve gesto sottolinea - al di là del sottile ma palpabile desiderio omoerotico - il "credo" di Miranda, che rifiuta una carezza della costruita e frivola Irma in favore di quella di Marion.

Il tema dell'inganno viene ulteriormente declinato nella vicenda di Miss Appleyard (Natalie Dormer), il cui ombroso passato riemerge attraverso frammenti analettici che ci rivelano un personaggio in totale contrasto con l'aura di rispettabilità di cui si è ammantata dalla fondazione del collegio in poi. La vediamo acquattata sotto un letto, complice del sordido omicidio d'un vecchio bolso, al seguito del misterioso Arthur (Philip Quast) che tormenta i ricordi della donna. Se i contorni di questa protagonista continuano a restare sfuggenti, la sua funzione di guardiana dell'irreprensibilità delle fanciulle affidatale rivela qui i distorti connotati dell'ipocrisia.
Rispetto all'incerto esordio della scorsa settimana, questo secondo episodio di Picnic a Hanging Rock dimostra un'identità artistica e narrativa ben più forte, fatta di turbamenti allucinatori - splendida, in tal senso, la sequenza del folle resoconto di Edith (Ruby Rees) alle compagne - e di un utilizzo del dualismo società-natura compiutamente funzionale agli snodi della trama. Un efficace cliffhanger chiude la puntata, tenendo lo spettatore in bilico tra (molti) dubbi e (poche) certezze, quasi si trovasse egli stesso sull'orlo di un crepaccio della suggestiva, matrigna Hanging Rock.