Raccontare tutto (ma proprio tutto) con gli Scarabocchi di Maicol & Mirco, la recensione
Abbiamo recensito per voi Raccontare tutto (ma proprio tutto) con gli Scarabocchi di Maicol & Mirco
Brillanti, innumerevoli e potenzialmente infinite, le brevi trame che si esauriscono nel giro di pochi scambi di battute hanno creato un reticolo di parole e immagini, tutte incrociate tra di loro. Quello in cui vivono le figure nere è un mondo rosso in cui tutte sono più o meno connesse l'uno con l'altro. I volti e le storie si ripetono, si incontrano e - osservandoli nell'insieme - ogni Scarabocchio ha un proprio posto all'interno della struttura narrativa e, se possibile, della società.
Vi starete chiedendo: "Dov'è il trucco?" Ecco, Vi possiamo garantire che non c'è. Al suo posto, però, ci sono molte riflessioni che, spontaneamente, nascono dalle parole dell'autore. Senza mai prendersi troppo sul serio, Maicol & Mirco eleca una serie di operazioni da effettuare per realizzare uno Scarabocchio: dall'osseravazione della realtà fino al prodotto finito.
Com'è noto, questo tipo di fumetto è composto da una, due, tre o più istantanee accompagnate da poche parole, il tutto immerso in un modulo reiterato a volontà. Parimenti, le istruzioni sono un dialogo diretto con il lettore, senza alcuna voce astratta a "spiegare" il tutto, con l'intero racconto svolto all'interno della caratteristica ambientazione rossa e nera.
Poi si passa alla sintesi grafica: prima le tre forme base della geometria piana - diventate esseri senzienti in Palla Rossa e Palla Blu, o modellate in altre forme derivate, sempre senzienti, in Gli Arcanoidi - poi l'aspetto più complesso: rappresentare e rendere riconoscibile il singolo omino/scarabocchio, come visto anche ne Il papà di Dio.
Qui si apre un intero mondo, perché il personaggio reale da riprodurre viene scisso in ciò che è e ciò che rappresenta, fornendo una risposta geniale all'eterna diatriba che contrappone la materia alla sua rappresentazione, l'identità oggettiva con quella soggettiva, l'essere e l'apparire. Quello che accade dopo, partendo da questi presupposti tanto semplici quanto incredibilmente ampi, è pura poesia e onestà intellettuale da parte di un autore nei confronti della propria opera.