Rat-Man 112: La fine di Valker, la recensione
Il finale della saga della falena conclude il viaggio temporale di Valker, preannunciando sviluppi sorprendenti per Rat-Man...
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.
No, non si tratta di un riferimento surrealista a Magritte, bensì una dichiarazione d'intenti. O per essere più sinceri, una resa incondizionata. Diventa sempre più difficile recensire un albo di Rat-Man.
Ormai la serie ha abbandonato la possibilità di trovare racconti autoconclusivi apprezzabili anche da un lettore casuale: per stessa ammissione di Leo Ortolani, The Walking Rat è stata l'ultima divagazione. Ora ogni numero è un tassello del grande mosaico che è la saga ratmaniana, nella cavalcata finale verso quello che si prospetta come un epico e sorprendente epilogo. Quindi solo i lettori fedeli possono apprezzare questo crescente climax, una pregevole operazione di storytelling in cui vengono tirate le fila di 25 anni di fumetto.
Per mantenere una parvenza di recensione, questo articolo potrebbe riassumere la trama per sommi capi, ma svelare qualunque elemento sarebbe un delitto. Quindi, avendo concordato che se avete seguito i numeri precedenti di certo vi procurerete anche questo albo, preferiamo lasciarvi alla lettura senza anticiparvi nulla.
Non potendo recensire la storia, questo articolo diventa quindi una recensione della pagina della posta di Leo Ortolani. Non siamo impazziti: prima di rispondere alla lettera di qualche lettore, il fumettista di Parma approfitta della rubrica per raccontare parte del processo creativo e di come all'ultimo minuto abbia deciso di cambiare le ultime tavole della storia, influenzando inevitabilmente tutto ciò che accadrà da qui al finale. Si tratta di un retroscena simile agli articoli pubblicati su Rat-Man Gigante, ma è anche un manifesto programmatico di come Ortolani si approcci alla narrazione.
Il finale sarebbe dovuto uscire attorno al numero 100. Poi l'autore annunciò un altro ipotetico epilogo, ma rapidamente lo smentì perché tutto stava cambiando nella sua mente e sul tavolo da disegno. È il personaggio a decidere la strada, a guidare il timone diretto verso la conclusione delle sue avventure, e il suo autore è pronto ad accantonare qualunque programma avesse fatto e ogni bozza per capitoli futuri, se colto di sorpresa da uno sviluppo più interessante. Un vero e proprio salto nel vuoto coerente con la filosofia del protagonista, abituato a farlo dopo una flessione dei muscoli.
Una dichiarazione simile potrebbe suonare presuntuosa fatta da chiunque altro, ma l'umiltà dimostrata finora da Ortolani in ogni occasione fa capire che non si tratta soltanto di un'affermazione superba, ma di una richiesta più che lecita. Il coraggio con cui l'autore ha saputo far evolvere Rat-Man lo ha reso il fumetto più sorprendente e in grado di rinnovarsi più di qualunque altro in Italia, quindi sarebbe stupido da parte dei lettori non fidarsi di Ortolani. Nemmeno lui sa dove si sta dirigendo, ma ha la vista lunga ed è in grado di cogliere qualunque sentiero inaspettato si presenti sul suo cammino.