San Andreas, la recensione
Arriva il catastrofico San Andreas di Brad Peyton con The Rock, Carla Cugino e Alexandra Daddario. The Rock sfida un terremoto che attacca San Francisco
Una volta che il tedesco hollywoodiano Emmerich, considerato l'Irwin Allen moderno (ci riferiamo al mitico coregista de L’Avventura del Poseidon e al produttore de L’Inferno di Cristallo pietre miliari del disaster movie rispettivamente del 1972 e 1974), esce di scena... chi è che prende il suo posto? Dal fondo della classe una giovane mano si alza con forza. È quella di Brad Peyton, giovane regista canadese (36 anni) stimato da Tom Hanks con curriculum non sfavillante (Cani & Gatti - La Vendetta di Kitty nel 2010 e l'adorabile Viaggio nell'Isola Misteriosa nel 2012) ma ambizione bruciante.
Ray (Dwayne "The Rock" Johnson) è un elicotterista soccorritore che quando il terremoto arriva con violenza devastante deve provare a rimettere a posto i cocci dell'umanità e della sua famiglia sconquassata (ha qualche problemino con moglie separata e figlia in procinto di andare al college).
Quello che colpisce molto di questo blockbuster da 100 milioni di dollari di budget, che dovrà provare la capacità di Peyton nel fare il salto di qualità dalle sue produzioni precedenti, è il rapporto di forza tra il muscle man The Rock e una furia distruttrice geologica contro cui i suoi muscoli possono francamente poco.
Lo affiancano due attrici di grande personalità che perfettamente si adattano al suo carisma naturale: Carla Cugino (la moglie quasi divorziata di Ray Emma: ha lei la battuta più bella e liberatoria del film) e Alexandra Daddario (la figlia della coppia Blake).
Peyton sembra meno eccitato di Emmerich dalla distruzione della nostra civiltà ed il suo film è più patriottico alla Indipendence Day (nonostante sia canadese) che cattivello alla 2012 (spiegheremo nel Bad Movie del weekend perché).
Vi chiederete: l'effettistica? Il fotogramma è infarcito di oggetti e corpi (ecco perché il superomismo di The Rock è in secondo piano) e rispetto a San Andreas il molto lodato The Impossible sembra un film con due camere e cucina (ma Bayona aveva un terzo del budget di Peyton per il suo tsunami movie del 2012). Nonostante una palette di colori che vira dal marrone al marrone scuro... il 3d non dà fastidio. E questo è abbastanza impressionante.
Il film racconta anche questo. È un trionfo dell'etica middle-class.