Savior, la recensione
Abbiamo recensito per voi Savior, nuovo volume della linea 100% HD di Panini Comics firmato da Todd McFarlane, Brian Holguin e Clayton Crain
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.
Abbandonati scenari a lui più congeniali Todd McFarlane si lancia in un’attenta e profonda analisi sul rapporto sempre più pericoloso tra la i mass-media e la gente, in questa miniserie in otto numeri edita dalla Image Comics, co-scritta con Brian Holguin, che si avvale dello stile pittorico di un grande Clayton Crain. Savior, questo il titolo, giunge in Italia grazie al lavoro di Panini Comics, nella nuova collana della casa editrice modenese: 100% HD.
Ma la caustica critica di McFarlane non si ferma al solo Quarto Potere e si concede l’ennesima pungente stoccata alla figura dell’eroe, così come nata e concepita nella Golden Age del fumetto. Tramite le parole dell’altro protagonista di questa avvincente storia, Malcolm Trent, la figura del supereroe viene smontata, decostruita, sconfessata. La lettura di Superman, la fede incrollabile nella verità, nella giustizia, in un futuro migliore possibile, la fede in Dio hanno caratterizzato l’adolescenza di Malcolm per poi crollare di fronte alla potenza ineluttabile del destino, di fronte ai continui fallimenti, alla sua incapacità di integrarsi in un contesto familiare, sociale e culturale che non sente suo. La scelta dell’ennesimo antieroe, che chiameremo il Messia per facilità, segue il solco già tracciato per delineare la figura di Al Simmons, un personaggio che ribalta la tradizione e ci offre una nuova visione distorta del superuomo. Il Messia non sa chi è, non conosce i suoi poteri, viene visto come un salvatore ma potrebbe essere stato la causa della morte dei passeggeri dell’aereo, e ogni volta che cerca di inserirsi in un contesto nuovo porta con sé morte e distruzione.
La narrazione scorre densa di contenuti, diluita perfettamente in questi otto capitoli che non presentano cali di tensione. Non ci sono scene d’azione, né scontri tra eroi in calzamaglia eppure il lettore sarà coinvolto nella lettura, resterà incollato a queste pagine per seguire le vicende. La narrazione è corale, ci viene presentata attraverso gli occhi e i pensieri dei vari personaggi e anche, come dicevamo prima, attraverso l’espediente televisivo. Saremo portati a sviluppare un nostro pensiero sulla vicenda, a riflettere sul grande peso che pensieri e parole disseminati in rete possono nascondere, proveremo una immediata empatia per personaggi che McFarlane e Holguin riescono a caratterizzare alla perfezione. La carica emotiva che accompagna ognuno di loro esplode pagina dopo pagina e, grazie alla giusta dose di mistero che pervade questa storia, divoreremo questo volume per scoprire la verità che si cela dietro il Messia.
In conclusione Savior è una lettura consigliata, che deve essere approcciata con il giusto spirito revisionistico che da sempre accompagna l’opera del papà di Spawn. Durante questi otto capitoli ritroveremo molti luoghi comuni, figure e dibattiti che troppo spesso ritroviamo nel nostro quotidiano. “È la stampa, bellezza”, direbbe qualcuno. “È Todd McFarlane, bellezza” possiamo affermare noi, al pieno della sua maturità, dall’alto della sua critica e lucida visione del mondo.