Shangri-La, la recensione
Abbiamo recensito per voi Shangri-La, graphic novel di Mathieu Bablet pubblicata da Oscar Ink
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.
Siamo così… piccoli. Sì… non siamo nulla…
Secoli dopo, gli esseri umani hanno ottenuto la possibilità di ripartire grazie alla multinazionale Tianzhu e alla sua colonia orbitante. Una comunità autoalimentata e votata al consumismo è stata istituita dal consiglio d’amministrazione della società, che, tramite i propri smartphone e tablet in commercio, controlla la popolazione. Il modello perfetto su cui poggia la Tianzhu Enterprises, però, è messo a repentaglio da una serie di anomalie verificatesi su alcune stazioni di ricerca. L‘equipaggio della navicella Delacroix è chiamato a indagare su questi fenomeni e comprenderne la natura, affinché ogni minaccia portata al progetto Homo Stellaris venga preventivamente debellata.
Seguiamo l’investigazione di Scott, protagonista dell’affascinante graphic novel di Mathieu Bablet intitolata Shangri-La, pubblicata da Oscar Ink. In questa difficile missione, Scott è affiancato da suo fratello Virgile, dai compagni di viaggio Nova e Ӓicha, nonché dall’animoide (animali antropomorfi creati dall’uomo) John. Le risposte trovate lungo il cammino pongono Scott e i suoi amici di fronte a scomode verità che offrono all'autore la spunto per lanciarsi in un’analisi puntuta sui modelli sociali e, più in generale, sulle dinamiche che legano chi governa e chi è governato.
Le persone non riescono più a definirsi per quello che sono ma per quello che hanno.
Secondo l'autore, anche la Scienza sta generando un corto circuito dalle conseguenze devastanti. Ecce homo!, liberatosi da valori etici e da una morale dettata dalla religione: forte del suo intelletto, l'essere umano si sostituisce a Dio diventando l'artefice del proprio destino. Lo spirito superomistico è in realtà una maschera con la quale celare un gioco perverso votato alla conservazione del controllo sulle masse. In questo scenario machiavellico anche la resistenza – dopo la religione, le ideologie e la vita stessa – perde il proprio valore simbolico per diventare una pedina nell’eterno gioco di potere.
Il risultato è un fumetto sublime, lussuoso nel suo grande formato e ammaliante con le sue architetture spaziali, le geniali soluzioni progettuali, le navicelle e tecnologie di ogni sorta.

